Valore &Valori / Mario Travaglini / 263
La scorsa settimana Donald Trump si è superato: ha promesso un “dividendo” di 5.000 dollari per ogni adulto in caso di vittoria del Partito Repubblicano alle elezioni legislative di novembre, una prospettiva che al momento appare poco probabil e. Un annuncio eclatante, ma che solleva molti interrogativi.
A parte l’utilizzo dei proventi dei dazi doganali, il Presidente non ha fornito dettagli su come questa promessa verrebbe finanziata, sollevando dubbi sulla sua fattibilità e legalità. Noi che commentiamo la politica, l’economia e la finanza mondiale dal nostro piccolo osservatorio di campagna, ci chiediamo preoccupati: è legale? Quanto costerebbe? Le tariffe doganali potrebbero bastare? Il dividendo può accelerare ulteriormente l’inflazione ? Solo quella americana o anche quella europea?
Interrogativi ai quali qui di seguito tentiamo di dare una risposta.
E’ legale? :
La legge federale statunitense vieta a chiunque di “effettuare o offrire un pagamento” a un elettore “per votare o non votare, o per votare a favore o contro un candidato”. Una violazione intenzionale è punibile con due anni di reclusione e una multa di 250.000 dollari. La promessa di Donald Trump potrebbe non rientrare in questo quadro normativo, poiché riguarda tutti gli americani, indipendentemente da come abbiano votato alle elezioni legislative. Questo pagamento richiederebbe comunque una votazione al Congresso.
All’inizio del 2025, il miliardario repubblicano aveva già ventilato l’idea di un pagamento una tantum di 5.000 dollari ai contribuenti americani, finanziato dai risparmi sulla spesa federale. Il piano non si è mai concretizzato. Nel novembre 2025, annunciò che un “dividendo” di 2.000 dollari sarebbe stato elargito a ciascuno dei suoi elettori (a determinate condizioni di reddito) utilizzando le entrate derivanti dai dazi doganali, una promessa che, ancora una volta, non si è mai concretizzata.
Quanto costerebbe? : Negli Stati Uniti ci sono circa 277 milioni di adulti di età pari o superiore a 18 anni. Dare a ciascuno di loro 5.000 dollari costerebbe quindi 1.384 miliardi di dollari. Se consideriamo solo i cittadini americani, dato che Donald Trump si è riferito agli “americani”, il totale si ridurrebbe a circa 1.270 miliardi di dollari. Ciò equivarrebbe al 18% del bilancio federale statunitense per il 2025, una cifra significativamente superiore alla spesa militare statunitense (13%). Durante la pandemia di Covid-19, il Congresso degli Stati Uniti ha votato per stanziare fondi di sostegno al reddito per i singoli cittadini, raggiungendo 814 miliardi di dollari in tre tranche. Oltre al costo diretto ci sarebbe da conteggiare anche il costo indotto (63 miliardi) , ossia quello che detta spesa andrebbe a generare per effetto dei maggiori interessi da corrispondere sul debito pubblico che, calcoli alla mano, passerebbe dai circa 40.047 miliardi di dollari a 41.380.

Le tariffe doganali potrebbero bastare? :
Non nel breve termine. Nel 2025, le tariffe hanno fruttato agli Stati Uniti 195 miliardi di dollari, una cifra ben lontana da quella necessaria per finanziare il “dividendo” annunciato dal presidente americano. Soprattutto considerando che, secondo una sentenza della Corte Suprema, una parte di queste entrate doveva essere rimborsata alle aziende. Di conseguenza, tra maggio e luglio il governo ha speso più in tariffe di quanto abbia incassato. Il pagamento del “dividendo” non farebbe altro che aggravare lo squilibrio del bilancio federale americano, il cui deficit ha già raggiunto i 2 trilioni di dollari nei primi undici mesi dell’anno..
Il dividendo può accelerare ulteriormente l’inflazione?
Si, assolutamente. Distribuire denaro direttamente ai singoli individui aumenta meccanicamente la domanda di beni e servizi senza incidere sull’offerta, uno squilibrio che generalmente si traduce in prezzi più alti. Ricordo che a luglio l’inflazione era già oltre il livello di guardia, attestandosi al 3,4% su base annua , ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve. Potrebbe cioè ripetersi quanto già avvenuto durante la pandemia di Covid-19 quando furono prese le misure di sostegno economico che determinarono un aumento dell’inflazione del 2,6% (studio della filiale Fed di St. Louis). In sintesi: nel breve periodo le famiglie avrebbero più soldi in tasca, ma parte del beneficio verrebbe eroso da prezzi più alti. È un classico caso di apparente stimolo fiscale in un’economia già surriscaldata.
In Europa l’effetto sull’inflazione sarebbe comunque molto più contenuto rispetto a quello americano perché i soldi devono essere spesi negli Stati Uniti. Gli effetti indiretti, però, ci sarebbero. Ne individuo due che mi paiono più significativi:
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a) La maggiore domanda americana potrebbe aumentare le esportazioni europee verso gli USA (effetto positivo per alcuni settori).
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b) Se i tassi USA salgono e il dollaro si rafforza, l’euro si deprezza. Un euro più debole rende più care le importazioni (energia, materie prime, beni in dollari), spingendo al rialzo l’inflazione nell’Eurozona.




