Attualità / Marcello Martelli/ 261
C’è un luogo a Teramo dove la storia della città e quella dello Stato italiano si incontrano ogni giorno. È il Palazzo del Governo di Corso San Giorgio, edificio che per quasi due secoli ha rappresentato fisicamente la presenza delle istituzioni nel cuore della provincia. Un palazzo che non è soltanto uffici, protocolli, riunioni e cerimonie: è memoria. Dietro quelle porte sono passate generazioni di amministratori, sindaci, parlamentari, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, uomini e donne della società civile. E, soprattutto, si sono succeduti i rappresentanti del Governo sul territorio. Oggi quella storia conosce una nuova pagina. Il 3 agosto 2026 si è insediata Beatrice Agata Mariano, nominata Prefetto di Teramo dal Consiglio dei ministri. È la seconda donna nella storia della Prefettura teramana a ricoprire questo incarico, dopo Graziella Palma Maria Patrizi.
Ma la sua nomina arriva in un momento particolarmente significativo: il Palazzo di Corso San Giorgio è stato temporaneamente lasciato dagli uffici della Prefettura per consentire gli interventi di ristrutturazione e adeguamento sismico. Dal 4 maggio 2026 gli uffici sono stati trasferiti provvisoriamente nell’ex Consorzio Agrario di viale Mazzini. L’obiettivo dichiarato è restituire alla Prefettura la sua sede storica al termine dei lavori. È quasi una metafora.Un palazzo che viene restaurato mentre una nuova Prefetta entra nella storia della provincia. Per comprendere il significato del Palazzo del Governo bisogna tornare indietro di oltre due secoli. Nel 1806, durante il periodo dell’occupazione francese del Regno di Napoli, la grande riforma amministrativa dell’8 agosto istituì l’Abruzzo Ulteriore Primo, con Teramo come capoluogo. La provincia venne organizzata in distretti e Teramo divenne sede dell’Intendente, cioè della principale autorità provinciale, con competenze nell’amministrazione civile, finanziaria nell’alta polizia. Nacque così l’esigenza di dare alla nuova funzione amministrativa una sede adeguata. Il progetto fu affidato all’ingegnere e architetto teramano Carlo Forti, figura importante dell’architettura e dell’amministrazione tecnica dell’epoca.I lavori iniziarono nel 1827. Il grande edificio venne completato nel 1838 e la consegna ufficiale alle autorità avvenne il 4 marzo 1840. Il Palazzo nasceva quindi prima dell’Unità d’Italia, quando ancora non esisteva il Regno d’Italia e Teramo apparteneva al Regno delle Due Sicilie.
E proprio questa è una delle sue caratteristiche più affascinanti: il Palazzo del Governo ha attraversato due Stati, diverse forme di amministrazione, guerre, dittature, la nascita della Repubblica, terremoti e profonde trasformazioni sociali, rimanendo un punto di riferimento della vita pubblica teramana.Un edificio costruito anche dalla cultura teramana, Il Palazzo non fu soltanto un’opera amministrativa.Alla sua realizzazione e alla decorazione parteciparono alcune delle migliori professionalità artistiche abruzzesi del tempo. La Prefettura ricorda, accanto a Carlo Forti, artigiani e artisti come Giuseppe Milli, Giuseppe Mancini, Luigi Baldati, Giuseppe Tulli, Domenico Brizii e Pasquale Della Monica. Le sale di rappresentanza divennero così il luogo nel quale il potere pubblico assumeva anche una dimensione solenne. Lì si svolgevano gli insediamenti delle autorità, i saluti ai sindaci, le riunioni e le cerimonie istituzionali. Non è un caso che il Palazzo sia stato definito dalla stessa Prefettura una testimonianza delle capacità tecniche e artistiche della cultura abruzzese. Nel 1954 l’edificio venne profondamente trasformato: alla struttura originaria fu aggiunto un ulteriore piano e venne rinnovata anche la facciata principale su Corso San Giorgio. Da allora il Palazzo ha continuato a svolgere la propria funzione, adattandosi alle esigenze di uno Stato profondamente diverso da quello che lo aveva concepito.Con l’Unità d’Italia, nel 1861, cambia anche la denominazione e la natura dell’autorità provinciale: nasce la lunga stagione dei Prefetti.Dal primo, Alfonso De Caro, fino alla nuova Prefetta Beatrice Agata Mariano, l’elenco racconta più di un secolo e mezzo di storia italiana.
————————————————————————————————————-
La cronologia ufficiale della Prefettura è la seguente.
- La cronologia ufficiale della Prefettura è la seguente.
- Alfonso De Caro (1861 – 22 giugno 1862)
- Nicola Attanasio (22 giugno 1862 – 24 giugno 1863)
- Giovanni Gemelli (24 giugno 1863 – 15 agosto 1863)
- Emilio Cler (15 agosto 1863 – 17 settembre 1864)
- Benedetto Maramotti (17 settembre 1864 – 10 dicembre 1866)
- Battista Gerbino (10 dicembre 1866 – 8 novembre 1868)
- Giacomo Ferrari (8 novembre 1868 – 21 dicembre 1871)
- Camillo Amour (21 dicembre 1871 – 18 ottobre 1873)
- Luigi Maccaferri 27 novembre 1873 – 19 aprile 1876)
- Angelo Lipari (4 marzo 1877 – 30 luglio 1882)
- Leonardo Gotti (25 agosto 1882 – 24 agosto 1890)
- Diego Giorgetti (24 agosto 1890 – 29 giugno 1892)
o Giuseppe Minoretti — 29 giugno 1892 – 23 luglio 1893
o Costantro Minervini — 16 gennaio 1896 – 20 febbraio 1896
o Ferino Fannelli — 23 luglio 1893 – 16 gennaio 1896
o Gennado Perrino — 20 febbraio 1896 – 3 marzo 1896
o C. Battista Carosio — 3 mao Alfonso De Caro — 1861 – 22 giugno 1862
o Nicola Attanasio — 22 giugno 1862 – 24 giugno 1863
o Giovanni Gemelli — 24 giugno 1863 – 15 agosto 1863
o Emilio Cler — 15 agosto 1863 – 17 settembre 1864
o Benedetto Maramotti — 17 settembre 1864 – 10 dicembre 1866
o G. Battista Gerbino — 10 dicembre 1866 – 8 novembre 1868
o Giacomo Ferrari — 8 novembre 1868 – 21 dicembre 1871
o Camillo Amour — 21 dicembre 1871 – 18 ottobre 1873
o Luigi Maccaferri — 27 novembre 1873 – 19 aprile 1876
o Angelo Lipari — 4 marzo 1877 – 30 luglio 1882
o Leonardo Gotti — 25 agosto 1882 – 24 agosto 1890
o Diego Giorgetti —rzo 1896 – 15 marzo 1896
o Francesco Frumento — 2 aprile 1896 – 4 ottobre 1897
o Ulisse Maccaferri — 4 ottobre 1897 – 18 aprile 1901
o Vincenzo Flauti — 18 aprile 1901 – 23 febbraio 1902
o Carlo Givaroni — 23 febbraio 1902 – 26 novembre 1903
o Ernesto Bessone — 26 novembre 1903 – 8 luglio 1904
o Faustino Aphel — 8 luglio 1904 – 29 dicembre 1904
o Vittorio Salice — 29 dicembre 1904 – 5 marzo 1905
o Giovanni Buraggi — 7 agosto 1905 – 19 aprile 1907
o Luigi Molinari — 19 aprile 1907 – 31 agosto 1907
o Federico Spairani — 31 agosto 1907 – 1 settembre 1911
o Saverio Bonomo — 1 settembre 1911 – 16 agosto 1914
o Idelfonso Lazazzero — 16 agosto 1914 – 1 febbraio 1918
o Raffaele Rocco — 1 febbraio 1918 – 25 agosto 1919
o Giuseppe Ferrari — 25 agosto 1919 – 1 febbraio 1921
o Ernesto Giobbe — 1 febbraio 1921 – 1 luglio 1922
o Osvaldo Nobile — 1 luglio 1922 – 21 novembre 1922
o Stefano De Ruggiero — 21 novembre 1922 – 25 maggio 1925
o Francesco Benigni — 25 maggio 1925 – 26 maggio 1925
o Umberto Albini — 26 maggio 1925 – 20 maggio 1926
o Angelo Umberto Pacces — 20 maggio 1926 – 16 settembre 927
o Giuseppe Palumbo — 16 settembre 1927 – 16 novembre 1928
o Ferdinando Natoli — 16 novembre 1928 – 20 aprile 1930
o Carlo Mitzel — 20 aprile 1930 – 1 agosto 1932
o Alberto Marano — 1 agosto 1932 – 19 luglio 1937
o Francesco Bianchi — 20 luglio 1937 – 3 aprile 1939
o Andrea Tincani — 3 aprile 1939 – 15 giugno 1943
o Elmo Bracali — 16 giugno 1943 – 25 ottobre 1943
o Vincenzo Ippoliti — 25 ottobre 1943 – 9 giugno 1944
o Giovanni Lorenzini, nominato dal Governo militare alleato — 16 giugno 1944 – 1 giugno 1945
o Giuseppe Zacchi — 1 giugno 1945 – 1 marzo 1947
o Pio Gloria — 1 marzo 1947 – 10 agosto 1947
o Luigi Giannitrapani — 10 agosto 1947 – 10 maggio 1951
o Giulio Cesare Rizza — 10 maggio 1951 – 11 ottobre 1951
o Antonino Longo — 11 ottobre 1951 – 10 marzo 1953
o Francesco Mauro — 10 marzo 1953 – 6 ottobre 1953
o Guido Di Napoli — 6 ottobre 1953 – 23 ottobre 1955
o Italo Antonucci — 23 ottobre 1955 – 3 aprile 1956
o Giuseppe Di Pancrazio — 3 aprile 1956 – 12 ottobre 1961
o Antero Temperini — 12 ottobre 1961 – 31 maggio 1963
o Antonio Di Milia — 22 luglio 1963 – 9 settembre 1964
o Pasquale Prestipino — 10 settembre 1964 – 14 luglio 1974
o Luigi Pappalardo — 15 luglio 1974 – 30 novembre 1979
o Guido Ianiri — 3 gennaio 1980 – 6 aprile 1986
o Egidio Cellie — 7 aprile 1986 – 1 ottobre 1989
o Michelangelo Di Bello — 2 ottobre 1989 – 9 luglio 1995
o Luciano Mauriello — 10 luglio 1995 – 14 maggio 1997
o Giacomo Mendolia — 15 maggio 1997 – 1 agosto 1999
o Eugenio La Rosa — 2 novembre 1999 – 29 gennaio 2005
o Francesco Camerino — 1 febbraio 2005 – 31 ottobre 2009
o Eugenio Soldà — 30 dicembre 2009 – 4 marzo 2012
o Valter Crudo — 2 aprile 2012 – 22 maggio 2016
o Graziella Palma Maria Patrizi — 23 maggio 2016 – 30 aprile 2020
o Angelo de Prisco — 25 maggio 2020 – 26 gennaio 2022
o Massimo Zanni — 27 gennaio 2022 – 28 gennaio 2023
o Fabrizio Stelo — 6 marzo 2023 – 2 agosto 2026
o Beatrice Agata Mariano — dal 3 agosto 2026, in carica.
o ——————————————————————————————————
La stessa Prefettura, nella sua ricostruzione storica, ricorda che dall’inizio dell’Ottocento si sono succeduti alla guida della provincia due Presidi d’antico regime, nove Intendenti francesi, sedici Intendenti borbonici e, nella ricostruzione allora pubblicata, 66 Prefetti. La prima donna: Graziella Patrizi. C’è però una pagina che merita particolare attenzione. Nel 2016 Teramo accolse Graziella Palma Maria Patrizi, originaria di Avezzano, come prima donna a ricoprire l’incarico di Prefetto della provincia. La nomina fu salutata all’epoca come una svolta: Patrizi arrivava dalla Prefettura di Ascoli Piceno e aveva maturato una significativa esperienza anche nella Protezione civile, compreso il lavoro svolto all’Aquila dopo il terremoto del 2009.Oggi, dieci anni dopo, la storia si arricchisce di una seconda presenza femminile al vertice.
Benvenuta, Prefetta Mariano. Benvenuta a Teramo, Prefetta Beatrice Agata Mariano. Benvenuta in una provincia complessa, generosa, laboriosa, ma anche fragile. Benvenuta in una terra che ha conosciuto il terremoto, le emergenze, le difficoltà economiche, le trasformazioni sociali e che oggi chiede alle istituzioni soprattutto una cosa: presenza .Presenza vera, la Prefettura non è soltanto l’ufficio del Prefetto. È uno dei luoghi nei quali lo Stato incontra concretamente i cittadini. È il punto di raccordo tra Governo, Comuni, forze dell’ordine, protezione civile e istituzioni territoriali.
E oggi quella responsabilità passa nelle mani di una donna che porta con sé una lunga esperienza nella carriera prefettizia. La dott.ssa Mariano è laureata in Giurisprudenza, avvocato e giornalista pubblicista; è entrata nella carriera prefettizia nel 1994, ha lavorato a Rovigo, al Ministero dell’Interno e a Lecce, dove ha ricoperto incarichi di rilievo anche nei settori della Protezione civile e degli Enti locali. È stata poi vicario a Pesaro Urbino e, dal 2024, vicario della Prefettura di Bergamo, con responsabilità anche nell’ordine e sicurezza pubblica e nella protezione civile. Sono esperienze che oggi arrivano a Teramo.E arrivano in un momento particolare
.Un nuovo Prefetto mentre il vecchio Palazzo rinasce. C’è qualcosa di simbolico nel fatto che l’arrivo della nuova Prefetta coincida con l’assenza temporanea della Prefettura dal suo storico Palazzo. Il trasferimento degli uffici non significa, infatti, abbandono della memoria. Al contrario, il progetto di ristrutturazione e adeguamento sismico nasce proprio dalla volontà di restituire alla città e allo Stato quella sede storica, recuperandone contemporaneamente la funzionalità e il valore identitario e simbolico.
L storia continua. Forse è questo il modo migliore per guardare al nuovo arrivo.




