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QUANDO IL PASSATO INSEGNA A PROGETTARE IL FUTURO DELLE CITTA’

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 Le ondate di caldo estremo che hanno colpito l’Italia in questi giorni non sono più eventi eccezionali: stanno diventando una nuova normalità. Di fronte a temperature tropicali, città e cittadini sono costretti a ripensare il modo di vivere gli spazi urbani. Ed è proprio in queste circostanze che emerge tutta la lungimiranza di alcune scelte urbanistiche del passato. Bologna ne è l’esempio più evidente. I suoi portici, nati secoli fa per esigenze diverse da quelle climatiche, rappresentano oggi una straordinaria risposta alle sfide del presente. D’estate offrono ombra e sollievo dal sole cocente; d’inverno proteggono dalla pioggia e dal freddo. Sono un’infrastruttura climatica naturale, efficace e accessibile a tutti, senza consumare energia. Non è un caso che sempre più amministrazioni comunali guardino con interesse a questo modello. Molti sindaci stanno studiando soluzioni che si ispirano ai portici o ad altri sistemi di ombreggiamento permanente, per restituire ai cittadini spazi pubblici vivibili anche durante le giornate più torride.

La vera lezione, però, è un’altra. Per affrontare i cambiamenti climatici non servono sempre opere faraoniche o investimenti miliardari. Spesso occorrono soprattutto idee, capacità di osservare ciò che ha già funzionato e la volontà politica di trasformare le buone intuizioni in realtà. Naturalmente, ogni città ha caratteristiche diverse e non ovunque è possibile costruire chilometri di portici.

Ma il principio resta valido: progettare gli spazi pubblici pensando al benessere delle persone, aumentando le zone d’ombra, piantando alberi, utilizzando materiali che assorbano meno calore e creando percorsi protetti. Il cambiamento climatico non concede più il lusso dell’improvvisazione. I cittadini chiedono risposte concrete, città più fresche, più vivibili e più sicure.

I Comuni che sapranno coniugare innovazione e buon senso saranno quelli che miglioreranno davvero la qualità della vita. Forse, il futuro delle nostre città non passa soltanto attraverso la tecnologia più avanzata. A volte basta avere l’umiltà di imparare dal passato. Bologna ce lo ricorda ogni giorno: un portico non è solo un elemento architettonico, ma un’idea intelligente che, a distanza di secoli, continua a proteggere le persone.

Ed è proprio di idee intelligenti e di buona volontà che oggi abbiamo più bisogno.

(Marcello Martelli – Facebook – 2 luglio 2026)

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