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L’IA CI SOCCORRE SE ANAS  E COMUNE “PALLEGGIANO”  MENTRE  SULLA TIBURTINA I  PEDONI CAMMINANO SUL FILO DEL RASOIO ?

EDITORIALE / Pierluigi Palmieri / 257

Quando si dice dal particolare al generale! Capita che da anni, avendo commesso l’errore di andare via  dalla frazione per andare ad abitare nel  “Capoluogo” del mio Comune di residenza, sono costretto a sollecitare la soluzione di problemi  macroscopici che sono sotto gli occhi di tutti, ma di fatto sembra scaturiscano dalla fantasia di un visionario.

I lettori mi perdoneranno se torno sulla vexata quaestio dell’Alta Velocità nel tratto della Tiburtina Valeria che  attraversa Scurcola Marsicana, ma siccome da qualche tempo si è aggiunto il problema dell’impraticabilità dei marciapiedi dei due lati  proprio nel tratto dell’arteria che immette alla Piazza centrale. Per me è impossibile, dato che i balconi di casa si affacciano proprio su questo tratto,  non rilevare i passaggi di auto, sportive e non, che sembrano impegnate nella “Mille Miglia”  o in una prova cronometrata di “Formula 1”.  Ai Motociclisti poi il circuito di Vallelunga gli fa un baffo.La domenica, alla solita ora, passano alla velocità di crociera di 120/130 kmh e. anche se ti trovi sullo pseudo-marciapiedi ti devi appoggiare “faccia al muro e braccia in alto” per non essere risucchiato dall’ potente onda d’urto. Le mie metafore probabilmente fanno sorridere chi mi legge, ma posso testimoniare che per chi ci capita la ”strizza” va al massimo. Recentemente la mia nipotina di otto anni era sulle strisce pedonali (peraltro molto numerose nel tratto in questione) quando uno degli “Andrea Kimi Antonelli di periferia” di turno, scambiando le tracce bianche sull’asfalto  per la linea del traguardo dell’autodromo di Monza, non l’ha investita solo per il provvidenziale  intervento  della mamma che la teneva per mano ed è riuscita così a farla indietreggiare.Cose di famiglia? No, fatti di ordinaria follia, che il cronista/cittadino ha il dovere di segnalare, L’ho fatto per anni. Risale al post terremoto dell’Aquila il primo incontro in Prefettura, chiesto dopo la raccolta di centinaia di firme, durante il quale  i vertici dell’ANAS   replicarono alla denuncia della pericolosità della strada, che la “Tiburtina scurcolana” non era ad “Alta Mortalità” (Sic!),  Pochi giorni fa, dopo  tanti altri interventi verbali e scritti, mi sono recato in Comune per chiedere chiarimenti sulla esclusione della Tiburtina del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica relativo all’intervento di manutenzione straordinaria della viabilità nelle strade del Capoluogo Scurcola Marsicana e della Frazione Cappelle dei Marsi, per un importo complessivo di 193.000 euro. Dall’assessore al ramo e da un gentile consigliera comunale ho appreso che i marciapiedi a cui mi riferisco, non possono essere sistemati perché l’ANAS autorizza interventi solo per quelli di dimensioni tali da poter far transitare anche i disabili che usano la carrozzina a due ruote .Nel frattempo entro l’abitato ci sono stati incidenti e investimenti con feriti gravi e altri morti si sono aggiunti a quelli del passato 8 tra cui si conta purtroppo anche il padre della consigliera comunale che abbiamo incontrato). Ma la mortalità, come mi ha spiegato il Sindaco Nicola De Simone al telefono,  non è ancora cosi “Alta” da spingere l’ANAS ad intervenire, Ovviamente non mi arrendo e, a cominciare da questo editoriale, mi impegno ad approfondire  vieppiù l’analisi del problema e ho deciso di arruolare nel mio “plotone ” l’Intelligenza Artificiale, che mi ha fatto risparmiare tempo e cervello rispondendo a due  essenziali  domande in vista di una nuova campagna finalizzata alla sicurezza mia e de miei concittadini, che, come ho detto all’esordio, riguarda il particulare, ma è da considerarsi di interesse generale data la competenza dell’Azienda NAZIONALE Autonoma delle Strade su tutto il territorio del nostro paese.

 Uso il condizionale per  quanto asserito dall’AI o IA che dir si voglia, ma credo di andare molto vicino ad una definizione esatta se affermo che in ragione delle sue risposte ci troviamo di fronte ad un paradosso burocratico. Quando per anni e anni, il palleggio delle responsabilità, tra comuni e ANAS  si basa ancora sul principio della mortalità “alta” anziché sulla prevenzione e sciogliere ogni dubbio sulla gestione del potere ( V. la Citazione  di  Byung-Chul Han, in questo stesso numero della rivista,

Ecco le mie domande, che sono le stesse poste agli amministratori e lo stralcio delle  risposte dell’Intelligenza Artificiale. Se vi volete divertire a leggerle nella loro interezza copiate e incollate il quesito e sarete soddisfatti. Scoprirete  anche che la storia del metro di larghezza del marciapiedi per l’accesso dei disabili riguarda quelli di nuova costruzione e non i precedenti! Mentre dalle foto capirete di cosa stiamo parlando.

QUESITO 1

Forniscimi lo stralcio della normativa che impedisce ai comuni con meno di 10.000 abitanti attraversati da strade nazionali di realizzare rotonde spartitraffico e sistemare i marciapiedi di larghezza inferiore a 100 centimetri

RISPOSTA DI AI

La legge non sembra dire “il Comune non può”, ma “il Comune può, purché ottenga il nulla osta dell’ente proprietario”. Per questo, nel caso della Tiburtina, il nodo politico e amministrativo non è l’esistenza di un presunto divieto automatico legato alla soglia dei 10.000 abitanti, ma la capacità degli enti coinvolti di assumersi le rispettive responsabilità, coordinarsi e trasformare la sicurezza dei pedoni in un intervento concreto.

QUESITO 2

 E’ vero che l’istallazione di semafori e la costruzione di rotonde su strade nazionali sono vincolate dall’alta mortalità verificatasi sulle stesse in passato ?

L’alta incidentalità non è un lasciapassare obbligatorio né una condizione di legge per installare semafori o realizzare rotatorie su una strada statale. È, semmai, uno degli elementi tecnici che può rafforzare la richiesta di intervento. La sicurezza stradale, però, non nasce dopo la conta dei morti: dovrebbe servire proprio a evitarla.

 

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