Home La Rivista L’INTERAZIONE POETICA COME ESPERIENZA LIMINALE: UN SAGGIO CRITICO SULLA POESIA DI ANNARITA...

L’INTERAZIONE POETICA COME ESPERIENZA LIMINALE: UN SAGGIO CRITICO SULLA POESIA DI ANNARITA BORRELLI

La poesia di Annarita Borrelli si colloca entro una linea della contemporaneità lirica italiana che tenta di superare la semplice dimensione testuale per approdare ad una forma di esperienza estetica totale, nella quale il lettore non è soltanto destinatario del verso, ma soggetto coinvolto in una relazione emotiva e percettiva. Il concetto di “interazione poetica”, centrale nella ricerca dell’autrice, definisce infatti una poetica della presenza e della sottrazione: il testo poetico non si limita ad essere letto, ma viene vissuto come spazio temporaneo di fusione tra coscienze, un contatto simbiotico che si manifesta nell’istante stesso della fruizione e che subito dopo tende a dissolversi, lasciando nella memoria soltanto tracce, frammenti, residui emotivi.

L’idea che la poesia possa costituire un evento relazionale richiama alcune esperienze novecentesche dell’estetica della ricezione, ma nel caso di Borrelli essa assume un carattere fortemente intimistico. La poesia non viene pensata come struttura chiusa né come esercizio di pura formalizzazione linguistica; al contrario, essa si configura come epifania emotiva. Il lettore entra nel testo come in un territorio sospeso, nel quale la parola agisce secondo modalità quasi tattili e spirituali. L’espressione “contatto simbiotico tra anime” suggerisce infatti una concezione della poesia come attraversamento reciproco: il poeta consegna una parte di sé al fruitore e, simultaneamente, il fruitore diviene coautore dell’esperienza poetica attraverso la propria sensibilità.

In tale prospettiva, il tema del distacco assume un ruolo decisivo. L’esperienza poetica descritta da Borrelli è intensa ma transitoria; essa vive nella dimensione dell’istante e porta con sé la consapevolezza della perdita. “Tutto svanisce così come è iniziato”: questa dinamica di apparizione e dissoluzione costituisce uno degli elementi più significativi della sua poetica. Il testo poetico non pretende di fissare una verità definitiva, ma registra il movimento fragile della memoria e dell’emozione. Rimangono “poche parole”, eppure tali parole continuano a vivere nel lettore come nuclei permanenti di senso. La poesia diviene allora esperienza liminale, sospesa tra presenza e assenza, tra permanenza e dissoluzione.

 Cresciuta ad Agropoli accanto ai templi di Paestum, Borrelli sviluppa precocemente una sensibilità nutrita dalla compresenza di memoria storica, paesaggio mediterraneo e classicità. La vicinanza ai templi non rappresenta soltanto un dato geografico, ma assume una funzione simbolica: il mondo antico, con la sua tensione verso il sacro e l’eterno, sembra riflettersi nella sua concezione della parola poetica come traccia destinata a sopravvivere al tempo.

Gli studi classici e la formazione musicale incidono ulteriormente sulla sua scrittura. Il canto lirico, in particolare, lascia intravedere nella poesia di Borrelli una forte attenzione alla sonorità e al ritmo interno del verso. La parola poetica tende spesso a caricarsi di una qualità performativa: non è soltanto segno semantico, ma anche voce, respiro, vibrazione emotiva. Tale componente musicale appare coerente con la sua idea di interazione poetica, poiché la voce costituisce il primo tramite corporeo tra autore e ascoltatore.

Dal punto di vista stilistico, la scrittura di Annarita Borrelli si caratterizza per una tensione costante verso l’essenzialità. La riduzione del linguaggio a frammenti emotivamente densi richiama una poetica della sottrazione, nella quale il non detto assume un’importanza pari o superiore rispetto alla parola pronunciata. In questo senso, il silenzio diviene parte integrante del testo poetico. La poesia vive tanto negli spazi vuoti quanto nei versi, e il lettore è invitato a colmare tali sospensioni attraverso la propria esperienza interiore.

LA NOSTRA GUERRA
 
Non vi racconterò di questa vita
né del pianto incessante del mio cuore:
si muore e si rinasce nuovamente
sperando di cancellare il dolore.
 
Ma rossa la terra è già, nero il cielo
su una folla di spettri senza amore:
a noi toccherà compiere il miracolo
vincendo le tenebre dell’errore.
 
CLASSE 1995
 
Amici
di un tempo passato
di un libro sfogliato
di un tempo che fu.
Compagni
di strane avventure
di sogni e paure
per sempre e mai più.
Rivali
di sfide tra i banchi
di lotte tra stanchi
Orlando ed Artù.
Alleati
di guerre scherzose
in trame ambiziose
lontano laggiù.
Fantasmi
in regge dorate
che vagano soli
in cerca di vita…
La polvere è trita. Ci sei anche tu.
 
SE PIOVE
 
Se piove
nei miei pensieri
in ogni dove
lungo sentieri
di rocce bianche,
le gocce stanche
cercano ancora
la vita nuova
e amore eterno
oltre l’inferno.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com