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ENERGIA: IL SETTORE SU CUI VALE LA PENA RIFLETTERE PER INVESTIRE

Valore & Valori / Mario Travaglini / 254

 Immaginate di dover decidere dove posizionare i vostri risparmi per i prossimi dieci o quindici anni. La maggior parte delle persone pensa immediatamente alla tecnologia, all’intelligenza artificiale o alla sanità. Eppure esiste un settore che potrebbe rivelarsi ancora più decisivo: l’energia.

Il motivo è semplice e potente allo stesso tempo. La domanda mondiale di elettricità sta crescendo a ritmi esplosivi, soprattutto negli Stati Uniti. A spingerla sono tre forze profonde che si stanno rafforzando a vicenda: l’ascesa dell’intelligenza artificiale, la reindustrializzazione di intere economie e l’elettrificazione di quasi ogni aspetto della nostra vita quotidiana.

I data center che addestrano e gestiscono i modelli di AI richiedono quantità enormi di energia. Le fabbriche che stanno tornando negli Stati Uniti consumano elettricità a palate. Le auto elettriche, le pompe di calore e l’industria che passa dal gas al vettore elettrico stanno spostando sempre più consumi verso la rete. Il risultato è che immaginare un futuro in cui la domanda di energia diminuisce appare oggi quasi impossibile. Tutte le proiezioni serie puntano nella stessa direzione: verso l’alto, e senza inversione di tendenza visibile all’orizzonte.

Guardando i numeri, il quadro diventa ancora più chiaro. Solo negli Stati Uniti, entro il 2026 la domanda di elettricità dovrebbe aumentare di oltre il 2%, uno degli incrementi più significativi degli ultimi venticinque anni. Gli Stati Uniti da soli rappresenteranno circa il 25% della crescita della domanda globale di energia. A livello mondiale, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la domanda di elettricità crescerà in media intorno al 3,5% all’anno nei prossimi anni. Negli Stati Uniti le stime più prudenti parlano di un balzo del 25% entro il 2030 e addirittura del 78% entro il 2050. Per rendere l’idea della scala: l’aumento previsto entro il 2030 sarà equivalente all’intero consumo annuale attuale di elettricità della Russia. Entro il 2050 sarà come aggiungere al mondo il fabbisogno combinato di India, Russia e Giappone.

Questi non sono semplici dati statistici. Sono la dimostrazione concreta che serviranno investimenti enormi per produrre, trasportare e distribuire tutta questa energia aggiuntiva. E qui entra in gioco l’opportunità per gli investitori.                                                                        È vero, il settore energetico ha sempre avuto i suoi cicli e la volatilità dei prezzi del petrolio può far oscillare i titoli in modo anche violento. Come, per esempio, il ribasso violento di questo fine settimana dopo l’annuncio dell’intesa tra Amarica e Iran. Tuttavia, quando la domanda di fondo cresce in maniera così strutturale e duratura, le aziende del settore godono di un vantaggio competitivo di lungo periodo. Non si tratta più di scommettere su un boom temporaneo, ma di cavalcare una megatrend destinata a durare decenni.              La cosa interessante è che non esiste un solo modo di investire in questo settore. Le possibilità sono ampie e diversificate. Si possono acquistare le grandi compagnie petrolifere integrate, come Chevron (CVX), che offre un rendimento da dividendi solido, intorno al 3,8-3,9%. Oppure puntare sulle utility, le società di servizi pubblici come AES, che spesso regalano dividendi ancora più generosi, vicini al 4-5%. Ci sono poi le società che si occupano di infrastrutture – oleodotti, reti di trasporto, stoccaggio – e quelle legate alla transizione energetica, come i produttori di componenti per il solare o aziende specializzate come Ameresco (AMRC). In pratica, si può costruire un’esposizione equilibrata che mescola fonti tradizionali (oggi più profittevoli e stabili) e le tecnologie della nuova energia.

Chi non avrà una presenza adeguata nel settore energetico nei prossimi anni potrebbe trovarsi nella stessa posizione di chi, alla fine degli anni Novanta, aveva deciso di ignorare completamente la rivoluzione tecnologica. La tecnologia continuerà a essere affascinante, innovativa e spettacolare. Ma senza energia non funziona nulla: né i server degli algoritmi, né le fabbriche automatizzate, né le auto elettriche, né gli ospedali. L’energia è il fondamento invisibile su cui poggia tutto il nostro progresso.

Per questo motivo, nel 2026, il consiglio è uno solo: riflettete seriamente su questo settore. Non significa abbandonare gli altri temi di investimento, ma assicurarvi di non essere sottopesati in quello che sembra poter diventare uno dei protagonisti principali del mercato nei prossimi anni.

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