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LE ORIGINI DEL MASSAGGIO MECCANICO (parte prima)

Benessere / Giuseppe Mazzocco / 253 (*)

Bisogna arrivare alla Grecia del 500 a.C. per trovare un concetto di massaggio molto ben delineato, con un nome proprio, una specifica fisionomia tecnica ed un’area applicativa determinata.

L’antica terra ellenica è la vera culla del massaggio meccanico, delle sostanze veicolanti, degli oli, delle polveri e delle specializzazioni delle manovre.

Il massaggio nasce nel campo della medicina e viene applicato allo sport ed alle terme, perché ritenuto essenziale per la preparazione dell’atleta, per il ripristino della forma abituale e per la conquista del benessere del cittadino.

L’applicazione massiccia del massaggio sportivo-estetico, come testimoniato da numerosi ritrovamenti repertali, viene prescritta dai medici dell’epoca con indicazioni precise dei benefici, delle controindicazioni, delle tecniche, dei modi, dei tempi applicativi e delle sostanze specifiche. Si rileva, da notizie certe e testimonianze iconografiche, anche l’interesse per l’automassaggio.

L’utilizzo quotidiano e l’affinarsi delle manualità fecero crescere tutto quello che ruotava attorno al massaggio: luoghi destinati esclusivamente alla pratica manipolativa; l’uso dei bagni come preparazione al contatto delle mani; la “creazione” di attrezzature specifiche per pulire la pelle; la conoscenza delle sostanze da spalmare e l’organizzazione di metodologie per garantire la qualità del lavoro.

Sono gli stessi grandi filosofi, pensatori, medici, artisti e guerrieri che impongono l’impiego del massaggio e ne giustificano lo sviluppo. Ippocrate di Coo (nato nella omonima isola, forse, nel 460 o 459 a.C. e morto a Larissa, in Tessaglia, fra il 377 ed il 351 a.C.), medico, a cui viene attribuita l’imponente opera “Corpus Hippocraticum”, battezza il massaggio moderno chiamandolo “anatripsis”, che in greco antico significa “frizionare verso l’alto”.

È la nascita del massaggio moderno ed Ippocrate ne è il padre vero, stabilendo la direzione centripete delle manualità e, con questa, il senso scientifico del massaggio, nel rispetto dell’architettura funzionale e circolatoria dell’apparato locomotore.

Non più un superficiale e confuso allisciamento delle masse muscolari, ma un’azione chiara, determinata da contorni tecnici precisi e con dei limiti canonizzati.

Ippocrate consigliava il massaggio anche per aiutare la mobilizzazione articolare, per far riassorbire i versamenti e per vincere la stitichezza. Successivamente, in epoca romana, Celso (Aulus Cornelius Celsus – 25 a.C. circa e 45 d.C. circa), nato probabilmente nella Gallia Narbonense e vissuto a Roma (sotto il regno di Tiberio) tra il 18 ed il 39 d.C., indicava il massaggio come mezzo efficacissimo per rinvigorire gli organismi deboli e far dimagrire gli obesi e, rifacendosi alle teorie ippocratiche, riportava il modo di farlo.

Celso tradusse in latino dei preziosi libri medici greci, riunendo in un solo trattato, De Artibus, gli insegnamenti per l’esercizio di quattro arti: “de agricoltura”, “de medicina”, “de retorica” e “de re militari”. Di tutto, purtroppo, restano pochissimi frammenti, tranne che per gli otto libri del “de medicina”, in cui tratta il massaggio.

Claudio Galeno, il più grande medico dell’antichità dopo Ippocrate (nato a Pergamo nel 129 d.C. e morto a Roma o a Pergamo nel 201 o 216 d.C.), lo prescriveva ai gladiatori, per i quali aveva fondato una scuola, e, nelle terme, lo indicava per rinvigorire e dare benessere.

In questo periodo dell’antichità, il massaggio diventa sempre più tecnica abituale, tanto che nacquero i primi massaggiatori professionisti: gli Aleiptai.

Era loro la dignità delle applicazioni delle sostanze da unzione, delle polveri, delle diverse manualità e la loro professione era riconosciuta come socialmente utile.

(Continua con la seconda parte)

(*) Scritti di massaggio estetico integrato per il benessere

 

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