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CODICI E SIMBOLOGIE PROFESSIONALI PER IL BENESSERE

Benessere / Giuseppe Mazzocco / 249

   Il codice è tutto ciò che guida il comportamento tecno-sociale di una categoria di persone, nei rapporti quotidiani di lavoro; è un “formulario” per l’orientamento di un’attività; un complesso di regole atte a disciplinare la “gestualità tecno-sociale” di un professionista, con la taratura delle specifiche azioni da un punto di vista deontologico.

   La “deontologia” (letteralmente, “discorso sul dovere”) è un termine coniato dal filosofo, giurista ed economista inglese Jeremy Bentham (1748-1832) che lo usò, per la prima volta, nella sua opera “An Introduction to the Principles of Morals and Legislation”. In seguito, il termine fu usato per indicare regole particolari che disciplinavano il rapporto fra chi esercitava una professione e chi ne richiedeva l’applicazione, beneficiando degli interventi specifici.

   Nel mondo moderno il termine ha preso il significato di “dottrina dei doveri”, per ogni applicazione professionale. Deontologia, quindi, come l’insieme delle regole morali che governano i rapporti interpersonali all’interno del “vivere civile” e, nella fattispecie del massaggio estetico integrato, come il “decalogo” a cui si attiene il massaggiatore del benessere, nell’esercizio della sua professione.

   Ogni “mestiere”, inoltre, si presenta, nei rapporti sociali con gli altri, con proprie ed inconfondibili specificità. Le varie professioni hanno scelto, per le loro caratteristiche distintive, precisi simboli grafici, calibrati motti di riferimento, sintetici logotipi di presentazione ed altro.

 Come simbolo del moderno massaggio per il benessere è stata selezionata un’antica scena d’intervento manipolativo sul dorso disegnata su di una kilix (coppa usata per bere vino), tutta dedicata allo star bene ed allo sport, con figure di tecnici, di atleti e di massaggiatori.

   La kilix in oggetto ha un piede a cono basso allargato e due manici laterali per l’impugnatura. È stata assegnata, dall’archeologo britannico Sir John Davidson Beazley (1885-1970), al ceramografo attico Antiphon, che l’avrebbe realizzata fra il 500 ed il 460 a.C. (forse coincidente col pittore di Panaitios, vissuto fra il VI ed il V secolo a.C. o con il ceramografo dell’Attica, Onesimos, che potrebbe averla dipinta fra il 500 ed il 480 a.C.) e risulta ricomposta, quasi completamente, da vari frammenti.

   Paolino Mingazzini (1885-1977), nel “Catalogo dei vasi della collezione Castellani” (Roma, 1930), le attribuisce, come datazione, il 490-480 a.C. 49 e la illustra nei dettagli, spiegandone le singole scene. All’interno, nella parte centrale e contornata da due fili, si trova un’austera figura di Pedotriba o di Gymnastes, coperta da un drappo bianco ed appoggiata ad una verga. Sulla fascia esterna, da un lato dei due manici, sono riprodotte le figure di atleti (discobolo in azione di lancio, saltatore in lungo con manubrio e corridore nel momento della partenza, raffigurati nudi, secondo il costume dell’epoca) e di attrezzi usati dal massaggiato re dello sport di allora: un ariballo (piccolo vaso per contenere olio da massaggio), una spugna ed uno strigile (strumento usato per detergere il corpo dal sudore o per pulirlo dalle polveri e dall’olio).

   Dall’altro lato dei manici è rappresentata la scena di un massaggiatore che esegue un trattamento sul dorso ad un atleta, sotto l’attenta guida di un tecnico che, come il Pedotriba o il Gymnastes raffigurato all’interno della coppa, è coperto da una tunica bianca ed appoggiato al caratteri stico bastone. Lo storico E. Norman Gardiner (1864-1930), in “Athletics in the Ancient World” (pag. 80, fig. 46), è stato il primo a vedere, opinione condivisa successivamente dallo stesso Sir John Davidson Beazley, questa completa azione di massaggio; non potevamo trovare simbologia più pertinente per “rappresentare” il mondo delle attività manipolative.

   Non solo figure di atleti (nella pienezza delle loro azioni) e di specifici tecnici (Pedotriba o Gymnastes), ma una scena completa e molto ben definita di un trattamento manuale con, addirittura, le attrezzature specifiche del massaggiatore (l’ariballo, la spugna e lo strigile).

   Un messaggio storico che viene da molto lontano, ma incredibilmente attuale, messo a testimonianza della validità dello spirito tecnico del massaggio: un passato remoto ed un attento presente, per progettare un futuro su basi scientifiche e ricco di necessaria umanità.

(*) Scritti di massaggio estetico integrato per il benessere

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