Cucina&Cantina/Centralmente La Rivista della Domenica/ 239
Correva l’anno1973, quando Sandro Fay, enologo diplomato all’istituto agrario di San Michele all’Adige, decide di trasformare la piccola produzione familiare in un’azienda vera e propria partendo da vigneti ereditati a San Giacomo di Teglio nel cuore della Valtellina.
Negli anni ’70-’80 Sandro investe nel reimpianto e ampliamento dei terrazzamenti (soprattutto in Valgella, ma anche Sassella), puntando su qualità, selezione clonale di Nebbiolo (Chiavennasca locale) e affinamenti in legno controllati diventando così uno dei pionieri moderni della Valtellina Superiore DOCG.
Dal 2000 circa, i figli Marco (enologo, in cantina e vigna) ed Elena gestiscono l’azienda. Mantengono lo stile elegante e pulito che ha reso Fay uno dei nomi top della denominazione. Attualmente la superficie vitata è di circa 15 ettari, prevalentemente in Valgella (zona più settentrionale),
Provenienza : San Giacomo di Teglio – Sondrio –
Annata: 2019
Gradazione: 13,5 gradi
Varietà delle uve: 100% Nebbiolo (localmente Chiavennasca).
Tipologia: Valtellina Superiore DOCG Sassella (la sottozona più prestigiosa e “calda” di Valtellina), sabbiosa-ghiaiosa, esposizione sud, altitudine 350-470 m slm). Nello specifico “Il Glicine” è un cru/vigna singola i cui ceppi sono vecchi di oltre 50 anni in media, esposizione sud, suoli sabbiosi con rocce metamorfiche che donano mineralità, eleganza e tannini setosi.
Vinificazione e Affinamento (stile Fay)
Vendemmia manuale tardiva (ottobre-novembre).
Fermentazione in acciaio con macerazione medio-lunga.
Affinamento: 12-18 mesi in barrique di rovere francese (20-30% nuove, resto usate; spesso tonneaux da 500 litri per evitare al minimo l’impatto boisé).
Poi botti grandi o acciaio per affinamento ulteriore; imbottigliamento senza filtrazioni aggressive.
Caratteristiche organolettiche: Colore: Rosso granato traslucido con riflessi aranciati (evoluzione leggera dopo 7 anni
All’olfatto evidenzia profumi di frutta rossa matura (ciliegia, lampone, mirtillo), e di spezie leggere (pepe, liquirizia).
In bocca è elegante, setoso; tannini fini e non aggressivi, acidità vivace (tipica della Valtellina), freschezza, finale minerale e lungo. Nel complesso è più accessibile di un Barolo, ma con struttura e finezza simili; meno rustico di altri valtellinesi, più “pulito” e preciso.
Temperatura di servizio: 17-18 gradi .
Longevità: da bere entro il 2032
Abbinamenti : Questo nebbiolo alpino si sposa bene con primi piatti saporiti come lasagne o zite alla napoletana. Va benissimo con arrosti, carni rosse in umido e formaggi stagionati, in primis il bitto locale. Va anche bene con gli affettati e i salumi stagionati. Tuttavia, per chi vuole osare, il mio consiglio è di provarlo con delle salsicce di fegato abruzzesi cotte allo spiedo.



