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IL VINO VA IN MONTAGNA, LA MARSICA SPINGE

Editoriale / PIERLUIGI PALMIERI/ 239

Definite  le linee guida per sperimentare nella Marsica la viticoltura di montagna oltre il 900 metri sul livello del mare. Pronto il progetto frutto del lavoro del Laboratorio attivo da dicembre 2025 che ha messo in sinergia Università di Teramo, Istituto Agrario “Serpieri” di Avezzano e Cantina del Fucino.

 

Nel mio precedente editoriale  dello scorso dicembre (La Rivista della Domenica 228) avevo definito  “epocale” l’incontro tenuto  alla Cantina del Fucino,  con il quale sono state  create le premesse per il recupero agricolo delle aree marginali della Marsica, in particolare sul rilancio della Viticoltura. L’idea, sulle prime, era apparsa alquanto utopica, ma durante il dibattito sono caduti tutti i dubbi sulla sua fattibilità, Merito della relazione di Mario Panunzi, che in passato ha ricoperto incarichi di primo piano nel settore agricolo abruzzese, come  Assessore Regionale e Presidente della Comunità Montana  “Marsica 1”, e delle argomentazioni sostenute dal Presidente della Cantina del Fucino,  Lorenzo Savina,  dell’enologo Alberto Di Muzio, dell’l’economista Gino Bisegna e del Direttore Provinciale Coldiretti   Domenico Rosselli,. Da coordinatore del Convegno e incaricato per la comunicazione ho potuto registrare così la convinta adesione del Sindaco di Avezzano e dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo,  che ha, di fatto, formalizzato l’avvio dell’attività progettuale del laboratorio.

Si ipotizza un’attività sperimentale che potrà estendersi ai circa 20.000 ettari collinari e montani  del cosiddetto “Fuori Fucino”, dei Piani Palentini, delle Valli del Giovenco e Roveto. E’ la premessa per la gestione e la salvaguardia ambientale,  dei boschi e delle sorgenti. per il benessere sociale della Marsica dove ancora negli anni “50-70” era molto diffuso il “pasci-pascolo”.  In settimana si è tenuta una seduta del Laboratorio, allargata a imprenditori e amministratori di tutto il circondario, presso la Cantina del Fucino, che  nelle intenzioni dei promotori costituirà il cuore pulsante dell’iniziativa, . Per i dettagli sul progetto, contenenti le linee guida messe a punto dalla Professoressa Rosanana Tofalo, ordinaria all’università di Teramo, anticipo  qui di seguito i contenuti del comunicato che ho predisposto  che merita la massima diffusione.sulla stampa.

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IL LABORARIO PER I VINI D’ALTURA FA SUL SERIO.

PRONTO IL PROGETTO CON LE LINEE GUIDA

“Il Laboratorio costituito dopo il convegno tenutosi  durante le festività natalizie presso la storica Cantina del Fucino  sul tema del “Recupero produttivo delle aree marginali per il rilancio sociale, economico e culturale delle Zone Interne della Marsica” , ha rispettato i tempi che si era imposto per mettere a punto progetto sperimentale da presentare agli enti pubblici per il relativo sostegno economico.  Nella stessa sede della Cantina di Paterno, che avrà un ruolo centrale nella realizzazione dell’iniziativa,  numerosi  rappresentanti dei comuni e del mondo dell’imprenditoria agricola della Marsica hanno vagliato la proposta messa a sintesi dalla professoressa Rosanna Tofalo. Si tratta di una sperimentazione  tesa  a valorizzare la viticoltura di montagna oltre il 900 metri sul livello del mare. 

L’incontro è stato aperto con una breve sintesi sugli scopi dell’iniziativa  e del lavoro svolto .da parte di Mario Panunzi, affiancato dai componenti del Laboratorio   Lorenzo Savina, Pierluigi Palmieri, Roberto Felli, Mario Di Berardino, Francesco Di Girolamo (DS dell’istituto “Serpieri”) e  per il Comune di Avezzano dal Consigliere delegato Lucio Mercogliano”. L’accademica teramana Presidente del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia. e Ordinaria di Microbiologia Agraria presso l’università di Teramo, ha illustrato in maniera esaustiva e convincente i punti di forza del progetto che è un modello distintivo di qualità, resilienza climatica e identità territoriale. La sperimentazione, che si potrà incastonare  in un più ampio programma di valorizzazione della viticultura di montagna abruzzese, terrà conto dell’esperienza consolidata della viticoltura eroica alpina e intende rispondere alle sfide del cambiamento climatico attraverso sistemi viticoli di alta quota, Lo scopo centrale dell’iniziativa è il recupero e la tutela delle aree marginali della Marsica, a rischio abbandono, attraverso lo studio in quota di vini autoctoni abruzzesi ( Trebbiano, Passerina, Pecorino, Montepulciano in selezione e cloni tardivi) e dei vitigni internazionali/mittleleuropei ( Chardonney, Pinot Nero, Riesling Renano). Nel corso dell’incontro sono state  rimarcate le notevoli potenzialità socio economiche e ambientali del progetto che punta sia alla riduzione del rischio di dissesto idrogeologico, sia alla creazione di marchi territoriali e menzioni geografiche e sottozone.

Il modello di riferimento è quello della Val di Cembra in Trentino, con riferimento a parametri di pendenza, temperatura, altitudine e trasferibilità. Evidenti le potenzialità per creare occasioni di Enoturismo montano e Turismo lento, ma anche occupazione giovanile e inclusione. Alla discussione hanno offerto contributi, tra gli altri, anche Gino di Berardino, Massimiliano Reginaldi, Fernando Faraone, Ernesto Del Vecchio, Pierluigi D’Amore. Tutti hanno condiviso a pieno le finalità del progetto  scaturito dall’idea di Panunzi di rilanciare con il supporto della Cantina del Fucino, la viticoltura d’altura, che avrà bisogno  del sostegno a fondo perduto di circa 200,000 euro annui e occuperà da 20/25 operatori.

 Prossimamente, con il coinvolgimento dei sindaci dei comuni interessati, ci sarà la presentazione pubblica  del  progetto al quale, già nella riunione del dicembre scorso   hanno garantito il sostegno sia il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio che l’Assessore Regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente.”

(Pierluigi Palmieri- Addetto alla Comunicazione- Laboratorio Valorizzazione Vini d’Altura nella Marsica)

 

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