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PECORINO CASTELLO DI SEMIVICOLI 2022

Cucina&Cantina /Centralmente/234

 Forse non tutti sanno che il pecorino è un antico vitigno autoctono abruzzese, riscoperto negli anni ’90 grazie a pionieri come Gianni Masciarelli, Cataldi Madonna e  Velenosi. Il nome deriva dalle pecore che in transumanza, in Abruzzo,  brucavano volentieri le vigne che crescevano lungo i tratturi perché le uve erano dolci e saporite. Era un vitigno da “pastore” e piccoli produttori,  oggi rinato come bianco di qualità: secco, fruttato, sapido e minerale, perfetto per il pesce. Attualmente è DOCG Offida Pecorino e DOC Abruzzo Pecorino. Quello oggi in degustazione  è prodotto dalla cantina Masciarelli Fondata nel 1981 da Gianni Masciarelli (1954-2019), un visionario che ha rivoluzionato il vino abruzzese. Partendo da una piccola azienda familiare a San Martino sulla Marrucina (Chieti), ha valorizzato il Montepulciano d’Abruzzo rendendolo esportabile e di qualità e introdotto pratiche moderne: vigneti selezionati, basso rendimento, attenzione al territorio. Oggi Masciarelli è una delle realtà più importanti d’Abruzzo (oltre 300 ettari, 13 tenute), con etichette iconiche come Villa Gemma e la linea premium Castello di Semivicoli (dal castello del XVII secolo a Casacanditella, circondato da vigne). Gianni ha puntato su qualità, internazionalizzazione e sostenibilità, tanto che questo vino, entrato in gamma dal 2013, è diventato uno dei bianchi  di punta non solo della linea ma dell’intera cantina.

Provenienza: Casacanditella- Chieti- Abruzzo

Annata: 2022

Gradazione Alcolica: 13,5%

Varietà delle uve:  Pecorino 100%

Tipologia:  vitigno coltivato a 380 m s.l.m., su suoli collinari argilloso-calcarei

Vinificazione:    Criomacerazione, pressatura soffice, fermentazione a temperatura controllata in acciaio, affinamento in acciaio.

 Caratteristiche organolettiche: nel bicchiere esprime  un colore giallo paglierino con riflessi verdolini; al naso: evidenzia note balsamiche intense (salvia, timo, erbe di montagna), agrumi  e mela golden, con un  tocco di mineralità; al palato è gradevole con un corpo pieno ma vibrante, acidità vivace e tagliente, sapidità marina marcata, finale persistente e pulito . Nel complesso posso dire che ha uno stile secco, fruttato con eleganza balsamica, non troppo “leggero” ma stratificato, ideale per piatti di mare complessi .

 Temperatura di servizio: 10-11°C

Conservazione : fino al  2028-2029

Abbinamenti gastronomici: il menu ideale per gustare questo bel pecorino è il seguente: Cozze alla marinara, trenette allo scoglio e un rombo chiodato all’ortonese.                                                  Perché con questo menu? Perché l’acidità alta e la sapidità “puliscono” lo iodio delle cozze;  le note fruttate esaltano la dolcezza naturale dei frutti di mare e del rombo chiodato, mentre il balsamico/erboristico aggiunge profondità mediterranea senza coprire le delicatezze.                                                      Tuttavia, per chi vuole osare, il mio consiglio è di provarlo con uno sgombro alla griglia con una emulsione di olio limone e basilico.      Alla salute!!

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