Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/215
Si venerdì scorso il mio amico Italo ha compiuto 90 anni, ma non c’è alcun refuso nel titolo di questo editoriale perché quello è il suo cognome, la firma di un un personaggio che come pochi altri abruzzesi ha lasciato il segno nello sport e nella scuola.

Italo D’Amico si può tranquillamente definire un “seminatore” di sport: conseguito il Diploma Universitario in Educazione Fisica e Sport all’Isef di Roma (subentrato dal 1952 alla Accademia Fascista Maschile soppressa nel primo dopoguerra) ha immediatamente intrapreso la carriera di insegnante nelle scuole e ha poi ha approfondito nell’extra scolastico la preparazione dei giovani formandoli ai principi fondanti dello sport tramite l’Atletica Leggera. il Calcio e la Pallavolo. Per anni ha dato l’occasione a centinaia di studenti-atleti di forgiare il proprio carattere a suon di vittorie e di sconfitte. Nel 2009 Il Panathlon International lo ha insignito con Il Nastrissimo d’argent, inserendolo con pochissimi altri avezzanesi e marsicani, selezionati da una commissione di esperti di Scuola e Sport nella “Hall of fame” dello sport nostrano. Nella motivazione la sintesi emblematica del suo curriculum: “Diplomato all’ISEF di Roma nel 1957, tornava ad insegnare in Avezzano, dove in passato si era distinto, a livello studentesco, come atleta nel salto in alto. Ha svolto la sua professione di insegnante presso gli Istituti cittadini e presso l’ISEF dell’Aquila. Istruttore della FIDAL e della FIPAV si evidenziava nelle proposte e nelle iniziative in sport diversi. Nei anni ‘60, con il supporto del dottor Santilli, appassionato di Atletica Leggera e Direttore dell’Ente Fucino, realizzò un piccolo anello di pista in terra battuta, presso lo Stadio dei Marsi, ove si svolsero le prime riunioni di Atletica Leggera e i primi confronti agonistici (fra i vari atleti di livello Nazionale tra Mario Pescante, Nino Panichi, Vincenzo Taccone). Riuscì a realizzare un Centro CONI Comunale, frequentato da oltre 1000 alunni delle Scuole Elementari di Avezzano, i quali venivano accompagnati da insegnanti di Educazione Fisica, condotti presso i Capannoni dell’Ente Fucino per l’addestramento. Verso la fine degli anni ‘60 veniva chiamato ad allenare le squadre minori dell’Orione, per assumere presto l’incarico di responsabile delle squadre superiori, compresa la squadra di Promozione. Passato ad insegnare al Liceo Classico Torlonia, si dedicò con abnegazione alla Pallavolo, affrontando tutti i passaggi delle categorie con un Gruppo di Studenti Liceali, con i quali raggiunse la Serie B nazionale, ricevendo il Premio ASA cittadino ed il riconoscimento federale per l’impegno profuso. Nel contempo, istituì un Centro di Avviamento alla Pallavolo per i ragazzi delle Scuole Medie cittadine, partecipando ai Giochi della Gioventù e raggiungendo la Finale Nazionale di Modena con il secondo posto assoluto nella finalissima. Fu poi tra i promotori e gli animatori del Meeting di Atletica Leggera intitolato alla memoria suo collega Pietro Marianella, che, anche lui proveniente dall’ISEF di Roma, aveva svolto un prezioso lavoro a sostegno dei valori dello sport”.
Oggi con intatta verve e con una marcata autoironia continua a frequentare i suoi ex allievi e quelli della Volley Avezzano, che subito dopo il Covid lo hanno voluto ringraziare con la celebrazione dei 50 anni dalla fondazione sono tornati in massa nello stesso locale (Ristorante Fonte Rio di Antrosano) per la festa a sorpresa organizzata in maniera impeccabile dalla figlia Donatella. che gli ha dato la gioia di vedersi attorniato da tutta la famiglia, in particolare dai suoi due figli, Giuseppe e Giulia, e quelli del fratello Marco, Lorenzo e Davide, tutti ragazzi splendidi che hanno “rarrazzato”. Italo non a solo seminato benissimo nello sport, ha dato tantissimo alla sua famiglia, che attualmente vanta nella sua “rosa” la Direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche e l’apprezzatissimo medico, perno del reparto oculistico dell’Ospedale di Avezzano.



Gli amici più stretti con il testa Adriano Jenca gli hanno regalato un orologio firmato Maserati, sottolineare lo spirito ancora sprint del “giovane-vecchio” maestro (“ci sono voluti novant’anni per sembrare così bello” recitava la scritta stampata sulla felpa regalata dal gruppo capeggiato da Claudio Caruso.
Chiusura in bellezza con torta alla panna con tanto d’immagine giovanile del festeggiato e Laurent Perrier in abbondanza firmato Luigi Montesani (replica peraltro di quanto già fatto in occasione del cinquantesimo dalla fondazione della Volley Avezzano): mai dono fu così gradito!.
Una festa meritata , condita di racconti, aneddoti e perfino allegre esibizioni “canore” in segno di tanta riconoscente amicizia. La storia di Italo D’Amico continua. Augurissimi



