Home La Rivista Politica, economia e finanza COME MANTENERE LA CALMA NELLE TURBOLENZE DI BORSA

COME MANTENERE LA CALMA NELLE TURBOLENZE DI BORSA

Valore & Valori / Mario Travaglini / 195

 Tra volatilità politica e incertezze economiche, i mercati stanno vivendo momenti difficili con scosse significative su tutti i listini del mondo. In tali frangenti occorre non lasciarsi prendere dal panico e porre in essere strategie difensive a protezione degli investimenti fatti.

Il drastico crollo dei mercati mondiali, avvenuto dopo il massimo storico registrato dall’indice americano S&P 500 di due – tre settimane fa, si è realizzato a causa dei rinnovati timori che i dazi di Trump e il Dipartimento per l’efficienza governativa possano frenare l’economia. Cercare di assorbire le notizie politiche quotidiane e il loro impatto sui mercati finanziari è come cercare di bere dalla pompa di un pompiere. Praticamente impossibile. Gli amici, i familiari e qualche lettore continuano a farmi la stessa domanda: come influenzeranno il mercato le decisioni di Trump? Ma in realtà quello che vogliono sapere è: “I miei investimenti sono al sicuro?” È naturale preoccuparsi. Fortunatamente, esistono delle semplici strategie per evitare che questa preoccupazione diventi un’ossessione. Ecco quindi alcune iniziative che ogni investitore può intraprendere per gestire al meglio lo stressfinanziario.                                                                                                          1) Adatta gli investimenti al tuo orizzonte temporale.                                         Quando avrai bisogno dei tuoi soldi? Questa è la prima domanda da porsi. Se si prevede di utilizzare questi fondi nei prossimi tre anni, è opportuno evitare di investirli in azioni. Poiché i mercati possono essere imprevedibili in un breve lasso di tempo è del tutto inutile rischiare una perdita proprio prima del dovuto. In questo caso, privilegia gli investimenti più sicuri, come fondi del mercato monetario, certificati di deposito, buoni del Tesoro o obbligazioni di alta qualità. Bisogna però fare attenzione ai fondi obbligazionari, il cui valore è soggetto a oscillazioni. Con le obbligazioni individuali, sai esattamente quanto varranno alla scadenza.

 2) Utilizza gli stop dinamici e regola le posizioni di conseguenza.                 Se non puoi permetterti un brusco calo del mercato, imposta uno stop loss mobile al di sotto del prezzo di ingresso. Molti istituti o consulenti finanziari utilizzano uno stop loss mobile del 25% per limitare le perdite e garantire i profitti. Ad esempio, se ti consigliano di acquistare un’azione a 100 Euro, il tuo stop iniziale va fissato a 75 . Se il titolo sale a 120 Euro, lo stop torna automaticamente a 90. E, cosa più importante, non torna mai più giù. Questo metodo aiuta a evitare perdite catastrofiche, proteggendo al contempo i profitti quando il valore delle azioni aumenta. Consiglio inoltre di limitare ogni posizione al 4% del tuo portafoglio. Quindi, anche se perdi il 25% su un titolo, l’impatto totale sul tuo portafoglio è solo del l’1%, un rischio facilmente recuperabile.

3) Utilizza le opzioni put come assicurazione .                                                      Le opzioni put sono uno strumento efficace per proteggersi da un calo del mercato. Funzionano come un’assicurazione: speri di non averne mai bisogno, ma se dovesse verificarsi una caduta, possono limitare le tue perdite. Ad esempio, se investi 1.000 Euro in opzioni put per coprire un portafoglio da 100.000 Euro e il portafoglio guadagna il 10%, il tuo guadagno netto sarà del 9% perché la tua protezione scadrà senza valore. È un costo da considerare ma, come per qualsiasi assicurazione, è un compromesso tra sicurezza e prestazioni. In un mercato ribassista, questa copertura può fare la differenza.

4) A volte la strategia migliore è… non fare nulla.

Se si investe a lungo termine e si hanno diversi anni davanti a sé, non è sempre necessario reagire a ogni calo del mercato. Naturalmente è importante monitorare le proprie azioni. Se un’azienda subisce un cambiamento radicale, è necessaria una rivalutazione. Ma se il calo è dovuto semplicemente a un mercato ribassista generale, senza alcun impatto diretto sui fondamentali dell’azienda, non c’è motivo di vendere, finché si ha il tempo di aspettare la ripresa. I mercati ribassisti si verificano in media ogni tre anni e mezzo e, sebbene spiacevoli, durano in genere solo nove mesi e mezzo. La storia dimostra che coloro che mantengono gli investimenti, o addirittura acquistano azioni a prezzo scontato in questi periodi, ottengono risultati molto migliori di coloro che vendono in preda al panico.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com