Home La Rivista Politica, economia e finanza ORO ALLE STELLE : ECCO COSA CI DICE LA GEOPOLITICA

ORO ALLE STELLE : ECCO COSA CI DICE LA GEOPOLITICA

Valore & Valori / Mario Travaglini / 192

Chi segue questa rubrica ricorderà come lo scorso anno soffermandomi sulle possibilità di investire nelle miniere aurifere e sul metallo da esse estratto consigliavo di restare vigili e pazienti perché ero certo che la quotazione avrebbe raggiunto i 3000 euro l’oncia. Il tetto è stato raggiunto la scorsa settimana con il massimo storico a 2973,26, ad un soffio da quello previsto. Le ragioni sono molteplici e vanno dall’acquisto da parte delle banche centrali per diversificare il proprio investimento e per  allontanarsi dal dollaro statunitense, dalle politiche protezionistiche degli Stati Uniti, dalla continua ascesa dei governi dei BRICS e non appartenenti al G7 che cercano di acquistare asset non non quotati ufficialmente .

L’oro rappresenta inoltre una protezione contro l’inflazione, un’opzione di salvaguardia del patrimonio e un rifugio sicuro per gli investitori internazionali in periodi di incertezza. Nella considerazione che la quotazione non potrà continuare a salire durante tutte le sedute di borsa è abbastanza prevedibile che il prezzo si stabilizzi per qualche tempo o addirittura fletta fino a 2760 dollari l’oncia prima di riprendere il suo cammino al rialzo. Mentre entriamo in questa nuova fase di battaglie sui dazi e sulla catena di approvvigionamento, le azioni e le dichiarazioni pubbliche della Cina diventeranno i principali catalizzatori del prezzo fisico dell’oro. E attualmente poiché Pechino si sta posizionando pesantemente sull’oro, è possibile comprendere dove potrebbero dirigersi  i trend macroeconomici e dove potrebbero arrivare i  prezzi di questo asset. Infatti, dopo quello di novembre di 5 tonnellate, la banca centrale cinese, la People’s Bank of China (PBOC), ha acquistato 10 tonnellate di oro a dicembre che è il suo secondo acquisto mensile consecutivo, almeno ufficialmente. In via non ufficiale è difficile dirlo  perché la Cina, lo sappiamo bene, pubblica le informazioni che desidera comunicare solo quando lo ritiene opportuno. In ogni caso, l’acquisto aggiuntivo di oro ha portato le riserve auree ufficiali a 2.280 tonnellate. Ciò significa che la sua banca centrale detiene ora il 5,5% delle sue riserve valutarie totali in oro. Si tratta di 44 tonnellate in più rispetto alla fine del 2024.  Ciò è significativo perché entrambe le acquisizioni si sono verificate dopo le elezioni statunitensi.

Esiste ormai una forte correlazione tra gli acquisti di oro da parte della banca centrale e quelli dei suoi cittadini e se la Banca Popolare Cinese continuerà ad acquistare oro, la popolazione  farà lo stesso. Non è un ordine, ma quasi. L’impennata degli acquisti  a fine anno può essere spiegata anche da altri fattori come il deprezzamento del RMB rispetto al dollaro, il calo dei rendimenti dei titoli di Stato che rende l’oro più attraente rispetto alle attività fruttifere e, in ultima analisi, le crescenti aspettative di ulteriori tagli dei tassi, che farebbero da acceleratore dei primi due fattori.

La mia idea è che c’è un altro motivo per cui la PBOC ha ripreso la sua “ufficiale” ondata di acquisti dopo le elezioni statunitensi : i vertici della banca stanno cercando di dimostrare che l’oro è un asset migliore del debito del Tesoro statunitense e lo considerano uno strumento importante per contrastare le attuali battaglie tariffarie. E proprio queste incertezze tariffarie stanno spingendo la Cina e altri governi a  diversificare i propri investimenti, allontanandosi dal dollaro e dalla politica estera statunitense. Ciò significa più acquisti di oro e meno acquisti di titoli del Tesoro USA. Per gli investitori, questo potrebbe indicare che i rendimenti statunitensi a lungo termine continueranno a salire insieme ai prezzi dell’oro. Che l’oro sia dunque una  protezione definitiva contro i dazi può essere condivisa. Infatti quando nel 2018 l’amministrazione Trump impose dazi su una serie di alleati e avversari, la Cina accelerò la sua politica di riduzione delle riserve di titoli del Tesoro USA e di aumento della percentuale di oro nelle sue riserve. Da allora, Pechino ha ulteriormente ridotto la sua esposizione verso gli Stati Uniti. Per raggiungere questo obiettivo, ha sviluppato e ampliato accordi commerciali bilaterali con i suoi partner e ha concluso accordi per regolare gli scambi in valute diverse dal dollaro. A quel tempo, la percentuale di oro nelle riserve della PBOC era relativamente bassa ed il suo prezzo chiuse il 2018 a 1.280 dollari. Oggi l’esposizione della PBOC in titoli del Tesoro USA è scesa a 768 miliardi di dollari, quasi la metà rispetto al 2018 mentre la percentuale di oro è salita al 5,5% . Se tutti questi numeri indicano che l’oro sta salendo, la domanda dalle cento pistole è: di quanto salirà il suo prezzo?

Facciamo qualche calcolo ponendoci un orizzonte temporale di due anni.

 Supponiamo che la Cina continui ad acquistare oro allo stesso ritmo del 2023 e 2024 . Ciò significherebbe che la percentuale delle sue riserve auree aumenterebbe fino a circa l’8% con un aumento di circa 100 tonnellate. Due anni fa, il prezzo dell’oro ha chiuso il 2022 a 1.800 dollari. Sono quasi 1.000 dollari in meno rispetto ad oggi. Ora, non mi permetto di sostenere che siano stati solo gli acquisti cinesi a determinare questa variazione del prezzo non essendo la Cina l’unica ad accumulare oro. Inoltre, se a tutto questo aggiungiamo che la Fed taglierà i tassi più del previsto entro la fine dell’anno o,comunque, entro i prossimi due anni, la spinta al rialzo sarà ancora più forte. Quindi, tutto sommato, se i calcoli e gli altri fattori sono corretti, tra due anni i prezzi dell’oro dovrebbero essere almeno 2.000 dollari l’oncia più alti rispetto a oggi.

Per chi vuole cavalcare questa tendenza a lungo termine, un modo per investire è attraverso un ETF in oro puro come l’Aberdeen Physical Gold Shares ETF (SGOL). L’altra opzione è quella di acquistare oro fisico sotto forma di lingottini o monete da istituti specializzati.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com