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“MAMMA”: la sola canzone che VOLA

Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/190

Nel titolo di oggi (la rima è voluta) ci sono le parole contenute nei versi più significativi di un testo che ha toccato il cuore di tante generazioni:  “Mamma, solo per te la mia canzone vola, Mamma, sarai con me, tu non sarai più sola” . Grazie soprattutto alla voce tenorile di Beniamino Gigli, Claudio Villa, Luciano Tajoli, Nunzio Gallo “Mamma” ha commosso gli italiani di ogni epoca e forse agli occhi e alle  orecchie della generazione zeta “rapperiana”  e tecnologica può apparire un reperto archeologico perfino melenso. La scorsa settimana in due sezioni di questa Rivista abbiamo voluto sottolineare il peso specifico della poesia presentata a Sanremo da Simone Cristicchi. Abbiamo premiato il post di una sconosciuta che ringraziava  il cantautore romano per la sua sensibilità. Poi, nell’editoriale dedicato al servizio della Iena Nina di Italia1 sulla famiglia che vuole tirar fuori dal tunnel dell’alcool e della droga una madre non più esemplare. Poche ore fa ho assistito alle varie fasi della presentazione della classifica finale del 75° Festival della Canzone Italiana, e adesso  (è quasi mezzogiorno!) mi siedo al tavolo per scrivere questo  editoriale della domenica mentre continuano  i  bombardamenti a forza di commenti e stacchi musicali, effetto di trascinamento di quel risultato. Confesso che avevo in programma di dedicare il mio articolo a Papa Francesco, alla sua forza morale. alla sua resilienza e al suo costante e accorato impegno per la pace, ma  ho deciso di fare un breve commento anch’io su Sanremo e  sui suoi, appunto,  bombardamenti, .

Spengo il televisore e inizio a scrivere con una premessa: avevo previsto la  “non vittoria” di Cristicchi, anche se in cuor mio ho sempre creduto  che lui il Festival lo avesse già vinto. Imbattibile, a mio parere, il testo della sua poesia a confronto con tutti gli altri. “Potete canta’ come e quanto volete, ma con Quando sarai bambina non c’appizzate!”, ho esclamato più  volte rivolto agli altri 28 malcapitati concorrenti. Questo ovviamente il mio giudizio, legato a rimembranze pedagogiche, ma anche ad esperienze  dirette.  Che poi è stato condiviso da tantissimi ascoltatori che hanno fatto sì che la poesia che vede il figlio diventare genitore e il suo autore entrassero nella “cinquina” della finalissima. Non è bastato per arrivare primo ma la classifica per esplicita ammissione dello stesso direttore artistico, lascia il tempo che trova. Un particolare: in nessun verso della poesia il cantante-filosofo romano appare la parola “mamma”   che invece nella canzone di Bixio e Cherubini, che ho citato all’inizio, oltre che a darle il titolo, è presente  in tutte le strofe.  “Mamma”, pronunciata o non pronunciata, non è semplicemente una  parola, ma la miccia potente che fa volare i sentimenti.  Mi passa per la mente di commentare i giudizi  di alcuni “critici accreditati” a Sanremo 2025 come la Selvaggia che, avvalendosi della sua esperienza familiare,  ha accusato Cristicchi di aver trascurato l’altro lato della medaglia, cioè la disperazione di convive con la fragilità (sic!); oppure  quel Grasso che ha asfaltato il festival proclamando “la vittoria della rassegnazione”. Ma, sapete che vi dico?:: non lo faccio. Chiudo questo editoriale invitando  lettrici e lettori a mettere un po’ da parte Sanremo 2025, spegnendo la TV,  e a fare la loro personale  perifrasi ai testi delle prime due canzoni  che pubblico qui di seguito: sono certo  che mi confermeranno che  la  parola  mamma non ne ha alcun bisogno.  ho dato un ordine alla proposta di lettura ed ascolto , (non è  una classifica !) con molta presunzione, ma anche con sana ironia, per  prendermi la rivincita su chi, a prescindere da Premio della Critica e di quello assegnato dai professori d’Orchestra, ha smentito il mio “Cristicchi ha già vinto il Festival 2025 (Cicero pro domo sua?). .Non  è casuale, il quinto posto della mia “classifica” di “Balorda Malinconia”, le altre di Sanremo , comprese quelle di quelle tagliate fuori (su Fratello, Ranieri, Chiara, Eloise, Lauro e Giorgia avrei anch’io da dire tanto), aspettano il giudizio del pubblico a lungo termine. 

1° Simone Cristicchi: Quando sarai Piccola

“Quando sarai piccola ti aiuterò a capire chi sei,

ti starò vicino come non ho fatto mai.

Rallenteremo il passo se camminerò veloce,

parlerò al posto tuo se ti si ferma la voce.

Giocheremo a ricordare quanti figli hai,

che sei nata il 20 marzo del ’46.

Se ti chiederai il perché di quell’anello al dito

ti dirò di mio padre ovvero tuo marito.

Ti insegnerò a stare in piedi da sola, a ritrovare la strada di casa.

Ti ripeterò il mio nome mille volte perché tanto te lo scorderai.

Eeee… è ancora un altro giorno insieme a te,

per restituirti tutto quell’amore che mi hai dato

e sorridere del tempo che non sembra mai passato.

Quando sarai piccola mi insegnerai davvero chi sono

a capire che tuo figlio è diventato un uomo.

Quando ti prenderò in braccio

e sembrerai leggera come una bambina sopra un’altalena.

Preparerò da mangiare per cena, io che so fare il caffè a malapena.

Ti ripeterò il tuo nome mille volte fino a quando lo ricorderai.

(ritornello)

per restituirti tutto, tutto il bene che mi hai dato.

E sconfiggere anche il tempo che per noi non è passato.

Ci sono cose che non puoi cancellare,

ci sono abbracci che non devi sprecare.

Ci sono sguardi pieni di silenzio

che non sai descrivere con le parole.

C’è quella rabbia di vederti cambiare

e la fatica di doverlo accettare.

Ci sono pagine di vita, pezzi di memoria

che non so dimenticare.

(ritornello)

per restituirti tutta questa vita che mi hai dato

e sorridere del tempo e di come ci ha cambiato.

Quando sarai piccola ti stringerò talmente forte

che non avrai paura nemmeno della morte

Tu mi darai la tua mano,

io un bacio sulla fronte

Adesso è tardi, fai la brava

buonanotte.”

2° Beniamino Gigli: Mamma 

Mamma, son tanto felice
perché ritorno da te.

La mia canzone ti dice
ch’è il più bel giorno per me!
Mamma son tanto felice…
Viver lontano perché?

Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene!
Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore
forse non s’usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!

Sento la mano tua stanca:
cerca i miei riccioli d’or.
Sento, e la voce ti manca,
la ninna nanna d’allor.
Oggi la testa tua bianca
io voglio stringere al cuor.

Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!

Quanto ti voglio bene!
Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore
forse non s’usano più,
mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita
e per la vita non ti lascio mai più!
Mamma… mai più!

3° Simone Cristicchi: Abbi cura di Me

Adesso chiudi dolcemente gli occhi e stammi ad ascoltare
Sono solo quattro accordi ed un pugno di parole
Più che perle di saggezza sono sassi di miniera
Che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera
Non cercare un senso a tutto perché tutto ha senso
Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo
Perché la natura è un libro di parole misteriose
Dove niente è più grande delle piccole cose
È il fiore tra l’asfalto lo spettacolo del firmamento
È l’orchestra delle foglie che vibrano al vento

È la legna che brucia che scalda e torna cenere
La vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere
Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi
E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri
Tu allora vivilo adesso come se fosse l’ultimo
E dai valore ad ogni singolo attimo
Ti immagini se cominciassimo a volare
Tra le montagne e il mare
Dimmi dove vorresti andare
Abbracciami se avrò paura di cadere
Che siamo in equilibrio
Sulla parola insieme
Abbi cura di me
Abbi cura di me
Il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro
Basta mettersi al fianco invece di stare al centro
L’amore è l’unica strada, è l’unico motore
È la scintilla divina che custodisci nel cuore
Tu non cercare la felicità semmai proteggila
È solo luce che brilla sull’altra faccia di una lacrima

È una manciata di semi che lasci alle spalle
Come crisalidi che diventeranno farfalle
Ognuno combatte la propria battaglia
Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia
Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso
Perché l’impresa più grande è perdonare se stesso
Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo
Anche se sarà pesante come sollevare il mondo
E ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte
E ti basta solo un passo per andare oltre
Ti immagini se cominciassimo a volare
Tra le montagne e il mare
Dimmi dove vorresti andare
Abbracciami se avrai paura di cadere
Che nonostante tutto
Noi siamo ancora insieme
Abbi cura di me qualunque strada sceglierai, amore
Abbi cura di me
Abbi cura di me
Che tutto è così fragile
Adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino
Perché mi trema la voce come se fossi un bambino
Ma fino all’ultimo giorno in cui potrò respirare
Tu stringimi forte e non lasciarmi andare.
Abbi cura di me

4° Simone Cristicchi : Ti regalerò una rosa

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto

Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare

E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

5°  Federico Olivieri (Olly) : Balorda Malinconia

E Magari non sarà

Nemmeno questa sera

La sera giusta per tornare insieme

Tornare a stare insieme

Magari non sarà

Nemmeno questa sera

Me l’ha detto la signora, là affacciata al quarto piano

Con la sigaretta in bocca, mentre stendeva il suo bucato

lo le ho risposto che

Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei

Tornare a quando

Ci bastava

Ridere, piangere, fare l’amore

Poi

Stare in silenzio per ore

Fino ad addormentarci sul divano

Con il telecomando in mano

Non so più come fare senza te

Te che mi fai, vivere, e dimenticare,

Tu che mentre cucini ti metti a cantare

E tu chiamala se vuoi la fine

Ma come te lo devo dire

Sta vita non è vita senza te

Ma sai che questa sera

Balorda nostalgia

Mi accendo la tv

Solo per farmi compagnia

Che bella tiritera (insomma)

Ti sembra la maniera

Che vai e mi lasci qua

Ti cerco ancora in casa quando mi prude la schiena

E metto ancora un piatto in più quando apparecchio a cena

So soltanto che vorrei,

Vorrei Vorrei Vorrei Si Vorrei Vorrei Vorrei

Rip. ritornello

Ma chissà perché

Sta vita non è vita senza te

Magari non sarà

Magari è già finita

Però ti voglio bene

Ed è stata tutta vita

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