Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/183
Agli inizi di novembre i negozi e i loro dintorni sono già addobbati con le luminarie argentate e dorate a pre-preannunciare l’imminenza delle festività natalizie. Arriva il giorno dell’Immacolata e fuori e dentro le case si accendono le tradizionali luci degli Alberi e dei Presepi, dove non manca di splendere la Stella Cometa. Nei giorni che precedono la vigilia l’atmosfera diventa sempre più calda con cellulari e computer invasi da messaggi augurali. I “Buon Natale e felice Anno Nuovo” troneggiano su immagini, le più disparate, che la computeristica cerca di rendere più originarli possibile, ma poi i facili “inoltri” via social li riducono a stereotipati doppioni. La magia del Natale resta però intatta per chi riesce a trascorrere una serata in famiglia o con gli amici più cari. Così è accaduto a un gruppo di compagni di scuola e altri amici di sempre che vivono altrove e da oltre trent’anni, la sera di Santo Stefano si incontrano per riabbracciarsi. C’è una regola che, nel nome della vera amicizia, vuole appena dopo la Mezzanotte la splendida compagnia si sciolga, non è più il tempo di fare le ore piccole: niente discoteca e niente cornetti caldi appena sfornati all’alba; si torna a casa e dai loro figli. Quest’anno però il Diavolo ci ha messo la coda: sulla strada del ritorno una delle auto della piccola colonna formata da quelle degli altri amici è stata travolta da un Suv che sembra viaggiasse, ad altissima velocità sul tratto urbano della Tiburtina Valeria.
Si è scritto dell’alto tasso alcolemico rilevato nel sangue di chi ha avuto la peggio quasi a voler suggerire che da questo sia dipeso l’incidente, ma non si è fatto cenno appunto all’ alta velocità a cui viaggiava in un centro abitato, secondo diversi testimoni, l’altra auto.

Dario, questo il nome del malcapitato giovane investito, ha subito fratture varie e danni agli organi interni, e dopo il ricovero al pronto soccorso dell’Ospedale di Avezzano è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Le squadre dei Vigili del Fuoco avevano dovuto usare le loro sofisticate attrezzature per aprire un varco tra le lamiere dell’Audi per consentire ai sanitari del 118, anche loro prontamente accorsi, di collocare Dario sulla barella di soccorso.

Il muso del Suv era entrato per decine di centimetri nell’abitacolo della pur robustissima berlina di ultima generazione facendo esplodere l’airbag laterale e contorcendo il sedile del posto guida. La ricostruzione della dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli inquirenti, ma ci sono testimoni oculari che confermano che l’urto è stato tremendo: il veicolo investitore sarebbe sopraggiunto ad alta velocità, mentre Dario che si era fermato per rispettare il segnale di Stop che qui tutti conoscono come “cieco” e che obbliga a sporgere il muso della vettura ben oltre la linea bianca dello Stop tracciata sull’asfalto, peraltro molto scolorita, (vedi foto sotto), aveva lasciato la strada di accesso alla ormai famigerata Tiburtina.

Eh si, purtroppo per chi scrive il tratto della Tiburtina Valeria che attraversa l’abitato di Scurcola Marsicana costituisce una vera e propria spina nel fianco perché oggi, a soli tre giorni dal ricovero di Dario in rianimazione, non può non tornare alla mente la vana azione di protesta messa in atto per sollecitare ad Anas, Amministrazione Comunale e Prefettura, un piano per la sicurezza che appariva indilazionabile. In un documento della mia Associazione CREDICI per la tutela dei Diritti Civili, supportato da centinaia di firme di cittadini residenti, chiedevo l’immediata realizzazione di dissuasori sonori e rilevatori di velocità, Avevamo individuato la localizzazione di rotonde anche di piccole dimensioni e/o i impianti semaforici a tempo (proponendo, addirittura, di posizionare provvisoriamente, nei punti nevralgici, quelli rimovibili di facile reperibilità e a ricarica solare).
Poi, nel maggio del 2010 (dicesi duemila dieci !), a seguito di ulteriori ripetuti investimenti con gravi conseguenze alle persone in una nota (v. foto.sopra) avevo diffidato ANAS e Sindaco si Scurcola a procedere per quanto di loro competenza a garantire la sicurezza dei cittadini e delle loro abitazioni. Risultato (!): all’ingresso della Città furono verniciati sull’asfalto, nei due sensi di marcia alcuni dissuasori ottici (strisce bianche simili alle pedonali, ma trasversali) che a loro dire avrebbero ridimensionato il problema dell’alta velocità. Secondo risultato conseguente alla carenza del primo, nuovi incidenti e altri investimenti di pedoni tra cui, tre anni fa, la dottoressa di base che attraversava le strisce pedonali appena uscita dal suo ambulatorio e salva per miracolo ( sei mesi di prognosi ) e, due anni fa, un morto e un ferito grave ( a 100 metri dall’investimento dell’auto di Dario di questa settimana). A suo tempo, all’Aquila, in presenza del rappresentante del Prefetto e del Sindaco di Scurcola e del Direttore Regionale dell’ANAS, il responsabile della comunicazione di questa Spa, sostenne che la “nostra” strada non era classificata tra quelle “ad alta mortalità” pertanto non erano necessarie ulteriori misure di sicurezza, Dopo le lettere di risposta alle mie denunce e le dichiarazioni in presenza fui costretto a sentire ancora ovvietà di tutti i colori: “a Scurcola io ci passo in bicicletta e ho verificato che transitano meno di 20 auto in un’ora”; “gli automobilisti sanno che non devono superare i 50 kmh”; “nelle auto ci sono i contachilometri”; “i dissuasori sonori” (N.B. da collocare prima dell’ingresso nel centro abitato) “disturberebbero il sonno degli abitanti che nelle notti d’estate lasciano le finestre aperte”.
Lascio a chi mi legge i commenti. Da parte mia, se non fossimo di fronte a delle tragedie (effettive o sfiorate) l’aggettivo più benevolo sarebbe “esilarante”. Ripensando a tutto quanto questo e al tempo trascorso, durante il quale il soggetto in questione ha magari fatto carriera, senza che si sia fatto un passo in avanti per la sicurezza di chi si avventura a piedi, in bici o in auto su questa strada del… “diavolo”, dove, come confermato proprio oggi, dall’attuale Vice Sindaco di Scurcola transitano oltre 40.000 (quarantamila) veicoli al giorno.
A nessuno, neanche al citato dirigente dell’Anas praticante del “truismo”, auguro di dover infilare la testa sotto l’airbag aperto del lato passeggero per vedere se Dario respira, né di assistere alla scena in cui sua figlia, dopo aver sentito dal cortile di casa nostra il rombo dell’auto che, percorrendo poche centinaia di metri in un attimo avrebbe fatto “strike” con l’Audi, prende la mano di Dario e lo implora. di stringere la sua per capire se il suo fraterno amico è ancora vivo. A salvare uno dei più simpatici della compagnia è stata la forza dell’amicizia: quella di Nina e quella di Luca, che dalla sua auto ha assistito al tremendo impatto e ha avuto a forza di attivare immediatamente i soccorsi. A convergere sul luogo dell’incidente è stata sicuramente una “Buona Stella” intrisa di prontezza e di affetto. A cui però non ci si può affidare in via esclusiva e permanente.









