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UNO, CENTO, MILLE ALEX ZANARDI

Editoriale/ Pierluigi Palmieri / 248

Se  una persona alla quale domandate  “come stai?” , risponde “sono finito sotto un camion” significa che il suo morale è “completamente   a terra” .Ricordo che il 19 giugno 2020, il mio morale era esattamente a quel livello dopo aver appreso che   Alex Zanardi  era rimasto coinvolto in un gravissimo incidente stradale lungo la provinciale 146 , in Toscana. La stava percorrendo in handbike durante la staffetta benefica “Obiettivo Tricolore” quando si scontrò frontalmente proprio con un camion che sopraggiungeva nella direzione  opposta alla sua., Nell’impatto  riportò un trauma cranico facciale multiplo di eccezionale gravità e lesioni neurologiche estese, fratture complesse al volto e alla base cranica. Fu l’inizio della fine della vita dell’uomo dalla generosità spaziale,. La  sua corazza nata dalla fusione tra umanità e coraggio era andata in frantumi. Nonostante alcuni segnali di reattività, nei mesi successivi, le condizioni neurologiche non gli permisero più di tornare all’attività sportiva, e continuare a mettere  il suo grande cuore  a disposizione degli altri che incitava  a gran voce e con l’esempio a rialzarsi e a tentare imprese di recupero anche impossibili. Il paradosso  volle che sia stato proprio lui a non riuscire a rialzarsi più dopo essere  finito materialmente “sotto un camion” . Dovette affrontare tre interventi neurochirurgici nelle prime 72 ore e poi  un lunghissimo percorso tra coma farmacologico, trasferimenti in centri riabilitativi e nuove operazioni ricostruttive. Il  grande cuore fisiologico si è fermato il 1 maggio 2026, ma il suo battito continuerà a diffondere  generosità ed empatia  da dove ora  è volato: in quel Paradiso in cui, da uomo di fede, credeva fermamente. Con tutta la Redazione di Centralmente lo voglio ricordare con una semplice  ma esplicita tabella  riassuntiva del suo percorso di atleta e di uomo , preceduta dalla riflessione  che, ammirato,  gli dedicai nel mio libro “Discorso sul corpo- Lo sport tra mito e didattica”, già nel 2004.  (PLP)

….però per navigare solo ragazzo, basta il cuore, qui si tratta di vivere non di arrivare primo e al diavolo il destino ….  ….E se non potrò correre e nemmeno camminare imparerò a volare
imparerò a volare… ( R.Vecchioni)

Alex Zanardi, il 15 settembre 2001, mentre disputava a Lausitzining, in Germania, una gara di Formula 1, rientrando in pista da un pit-stop fu coinvolto in un incidente nel quale la sua vettura si spezzò in due e, purtroppo, dopo che i medici avevano temuto per la sua vita, gli furono amputate le gambe. Zanardi ha dimostrato di possedere una tenacia eccezionale e una forza di carattere che lo ha portato a riprendersi in tempi molto più brevi del previsto. Ha accettato d’indossare una protesi che gli ha consentito di rimettersi in piedi e di tornare ad una vita non solo normale ma anche impegnata nel sociale, in maniera molto intensa, presentandosi come testimonial in numerosi eventi a favore della ricerca scientifica e favorendone ovviamente il successo.

Tra le altre, ha partecipato alla maratona televisiva di Telethon, ha prestato la sua immagine per promuovere la campagna di donazione della sezione dell’AVIS del suo paese natale, Castel Maggiore in provincia di Bologna, ed in Formula 1 ha contribuito all’iniziativa “adotta un campione” che sostiene le trasferte dei disabili per le gare internazionali[1].

Zanardi tornò sulla pista di Lausitzining, a meno di due anni dall’incidente, per percorrere i 13 giri che al momento del tragico impatto gli mancavano per concludere la gara e riuscì a correre alla media di oltre 312 km orari.

Ha ripreso a gareggiare nella finale del Campionato Europeo della classe Turismo, entrando nella classifica ufficiale con la BMW 320i, nel giorno in cui l’abruzzese Gabriele Tarquini si aggiudicava il titolo (19 ottobre 2003). Nel 2004 ha dato vita ad un’ennesima coinvolgente iniziativa a favore dei disabili, partecipando al corso di sci, organizzato sulle nevi di Salice d’Urso in provincia di Torino, assieme a 13 disabili con handicap di tipo mentale e 8 con handicap di tipo fisico, di età compresa tra gli 8 e i 35 anni. “Sono sempre stato amante della neve e sciatore – ha commentato il pilota bolognese -, è uno sport bellissimo ma difficile. Per chi è portatore di handicap diventa ancora più complicato. Ma proprio per questo la soddisfazione è impagabile quando si ha successo. Grazie a Progetto SciAbile questi ragazzi possono continuare a fare sport. Quello che qui colpisce maggiormente sono i loro sorrisi alla fine di ogni discesa. A volte può sembrare difficile, ma l’importante è ritrovare fiducia in se stessi, nella vita come nello sport, e quando persegui tenacemente un obiettivo alla fine ce la fai!”.

Nella seconda edizione del 2005 i partecipanti al progetto “SciAbile” sono stati trentacinque, tutti messi nelle condizioni migliori per apprendere la tecnica particolare per la discesa su “monosci” e “bisci” dotati di sedili, fermapunte e stabilizzatori speciali.

In Tv Zanardi, al termine di una sua perfetta discesa in slalom, ha voluto ribadire che con la sua presenza intende stimolare quanti dopo gli incidenti si abbattono e rinunciano a tentare la ripresa, sollecitandoli a farlo attraverso lo sport per non dover dire: “che stupido sono stato a rinchiudermi in una stanza a guardare il soffitto pensando che tutto sia finito”[2].

[1] Matteo Giomo, ventiduenne atleta trevigiano diversamente abile, portatore della sindrome di Down, già pluridecorato nello sci nel 2003, è stato prescelto nell’ambito dell’iniziativa “Adotta un campione” per la partecipazione al Torneo di tennis da tavolo dei Campionati del Mondo per disabili di Dublino 2003. Alessandro Zanardi lo ha accompagnato in TV cogliendo l’occasione per inviare un significativo messaggio a favore dello sport per disabili. “Adotta un campione” è sostenuto dalla Contarina Spa e dalla Specials Olympics di Treviso.
[2] Sky sport – Motor sport: Scuola di Sci Sauze Project e BMW Team Italy-Spain, trasmissione del 18 marzo 2005.

ALEX ZANARDI (attività)

Ambito

Disciplina / Attività

Risultati principali

Note

Paraciclismo

Handbike (H4/H5)

– 4 ori paralimpici (Londra 2012, Rio 2016) – 12 titoli mondiali su strada – Ironman delle Hawaii completato

Disciplina centrale della sua seconda vita sportiva

Motorsport adattato

Turismo / WTCC con BMW

– Ritorno alle competizioni automobilistiche – Gare con comandi manuali adattati

Prosegue la carriera automobilistica nonostante l’amputazione

Imprese sportive extra

Triathlon / Ironman

– Prestazioni di livello internazionale – Tempi sotto le 10 ore

Non disciplina paralimpica ufficiale, ma impresa sportiva di rilievo

Attività pubblica

Testimonial e promotore sport paralimpici

– Fondazione Obiettivo3 – Staffette e iniziative nazionali

Ruolo centrale nella diffusione dello sport inclusivo

Ultimi anni

Riabilitazione dopo incidente 2020

– Lungo percorso clinico e riabilitativo

Interrotte le attività agonistiche

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