Benessere / Giuseppe Mazzocco / 243 (*)
Un “disegno futuribile” per predisporre un percorso d’aggiornamento prevede che l’ipotesi formativa poggi sul concetto di “educazione per manente”, che ispira ogni disciplina tecnica che voglia stare al passo coi tempi ed in coerenza con il proprio retroterra storico e culturale.
L’analisi del presente deve mettere in evidenza la “necessità d’aggiornamento” del professionista che, esercitando in un mondo in continua evoluzione, ha bisogno di un’opera continua e coordinata di “apprendimento in itinere: imparare il nuovo, mentre si esercita con il vecchio”.
Il nuovo deve rispondere alle necessità di un presente sempre più esigente e di un futuro all’insegna dello sviluppo, ma deve essere “digerito” ed assimilato pienamente, tanto da diventare, subito, “possibilità d’intervento”.
Però, perché tutto questo sia realtà è necessario che sia rispettato il tempo dell’acquisizione: l’apprendimento ha bisogno, cioè, di incontri non occasionali. L’aggiornamento non può essere fatto “una tantum”, altrimenti diventa solo superficiale informazione e non si trasformerà in cultura professionale. Deve avere una logica d’esercizio e saper rispondere a tutti i requisiti dell’apprendimento, per modificarsi in formazione realizzata in “servizio”. Durante l’esercizio quotidiano della professionalità deve garantire al singolo di stare al passo con i tempi, per soddisfare l’“esigenza del conoscere”, con degli interventi mirati e dettati dalle necessità professionali, perché l’aggiornamento deve scaturire da una severa “analisi dei bisogni formativi” della professione, con laboratori che devono essere richiesti dalle necessità dei singoli.
È indispensabile una formazione per aree, ma con un filo conduttore unico, che si realizzi nella logica del laboratorio: incontro di aggiornamento formativo monotematico, essenzialmente pratico
La condizione dell’“imparare facendo” è una circostanza fondamentale della didattica di tutti i corsi di perfezionamento in massaggio estetico integrato per il benessere.
Questo è il punto chiave della proposta formativa che passa, con tempi e modi diversi, attraverso fasi e momenti di specifici coinvolgimenti personali. Sono previsti, cioè, dei tempi pratici ed applicativi di individuale esperienza, che costruiranno l’aggiornamento, trasformando l’informazione in attività soggettiva, ma professionalmente razionale.
Il “momento pratico”, costruito in progressione, rappresenterà un severo collaudo del lavoro impostato col singolo soggetto e verificherà, in maniera reale, non solo gli obiettivi specifici (imparare una tecnica), ma la stessa procedura della formazione e dell’aggiornamento (laboratorio pratico per l’apprendimento delle manualità).
La frequenza del laboratorio dovrà rappresentare il passaggio dall’informazione (teoria) all’esperienza (pratica) e l’esperienza dovrà essere completa sia del punto di vista tecnico (manualità applicativa) che culturale (schema anatomo-meccanico-funzionale dell’intervento).
Ecco perché il laboratorio deve essere vissuto in prima persona: deve fornire, in maniera specifica, i supporti teorici di base e permettere, subito dopo, l’impiego delle risultanze sperimentali delle più recenti ricerche fatte nel settore, con l’utilizzo delle ultime tecnologie.
L’insegnamento per laboratorio è la maniera più giusta per realizzare un’alfabetizzazione dedicata ed un aggiornamento completo, perché l’azione formativa così impostata possiede tutti i requisiti per favorire l’apprendimento sul campo. Solo così, si entra dentro un rituale del benessere.
(*) Scritti di massaggio estetico integrato per il benessere







