Sport & Educazione /228
di Emanuele Tonelli
Nel pensiero tradizionale cinese, esistono cinque elementi fondamentali della natura: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. A differenza di una concezione puramente materiale, questi elementi rappresentano fasi energetiche dinamiche, principi attivi in continuo mutamento che si trasformano e si influenzano reciprocamente, generando e controllando la realtà naturale e quella umana. Si tratta dunque di un sistema fondato sulla ciclicità e sull’equilibrio delle forze, più che sulla sostanza dei fenomeni.
Per una necessaria educazione in simbiosi con la natura, in una concreta e rinnovata pedagogia degli elementi, mi trovo in perfetta sintonia con il pensiero di Maria Montessori, che nel suo Dall’infanzia all’adolescenza suggerisce che : “Per cominciare, bisogna scegliere un elemento di grandi dimensioni, anche quantitativamente, perché se un elemento è vastamente rappresentato, vuol dire che la sua funzione è importante. Così l’acqua è uno degli elementi più imponenti della terra”
. L’acqua, rappresenta la potenzialità, la flessibilità, la capacità di adattamento e allo stesso tempo la forza inarrestabile che può modificare ogni cosa. L’acqua scorre, penetra, avvolge, riflette, ma sa anche imporsi, diventare mare in tempesta, mettere alla prova la resistenza, l’equilibrio e la volontà. L’acqua è simbolo di vita, ma anche di sfida. E, continua la Montessori, “la grande funzione cosmica dell’acqua è quella di sciogliere la pietra: ne scioglie infatti masse immense, montagne alte migliaia di metri, che avremmo potuto immaginare essere gli elementi più durevoli della terra”
Nella mia trentennale esperienza come istruttore di vela e formatore, ho trovato nel mare, e in particolare nella navigazione a vela, un potente strumento educativo, capace di attivare e rivelare il potenziale individuale di ciascuno, in modo spesso più efficace e autentico di quanto avvenga in contesti scolastici o formativi tradizionali. Navigare significa entrare in relazione con l’ambiente naturale, imparare a leggerlo, rispettarlo e dialogare con esso, allo stesso tempo entrare in relazione con sé stessi e con gli altri. È qui che l’elemento educativo si manifesta nella sua forma più pura, poiché non si limita a trasmettere contenuti o tecniche, ma sollecita processi profondi di consapevolezza, responsabilità, autonomia e cooperazione.
In questa prospettiva, la barca a vela diventa una micro-società, un luogo in cui si sviluppano dinamiche relazionali intense, dove il gruppo è chiamato a cooperare per il raggiungimento di un obiettivo comune, e dove emergono talenti spesso nascosti o incompresi. In barca a vela, la dimensione ristretta dello spazio, l’imprevedibilità delle condizioni meteo-marine, la necessità di coordinarsi, affidarsi, adattarsi, offrono un terreno fertile per l’osservazione e la valorizzazione delle potenzialità individuali.
È proprio in questo contesto che si inserisce la scrittura del Diario di bordo, non solo come strumento necessario per annotare rotte, manovre e condizioni, ma come spazio riflessivo ed educativo, un laboratorio di consapevolezza in cui l’allievo, e l’istruttore stesso, possono rileggere le proprie esperienze, cogliere i progressi, riconoscere gli errori e valorizzare le risorse emerse. Il diario di bordo diventa anche uno strumento di monitoraggio e valutazione che riporta lo sviluppo personale e la motivazione, elementi fondamentali in ogni processo formativo, e ancor più rilevanti nel percorso di chi possiede un talento o un alto potenziale, spesso non immediatamente riconosciuto né espresso nei contesti convenzionali.
La stessa Montessori, con il concetto di “piano cosmico” e di “educazione cosmica”, ha fornito una chiave interpretativa particolarmente affine all’esperienza della vela come strumento educativo: “ogni individuo ha un compito specifico all’interno del grande disegno dell’universo, e l’educazione ha il compito di aiutare il bambino, direi ogni essere umano, a scoprire il proprio ruolo, il proprio contributo unico al tutto”. L’educazione cosmica invita a guardare oltre l’insegnamento nozionistico, per entrare in relazione con le leggi profonde della natura e dell’interdipendenza.
La barca a vela è una perfetta metafora di questo approccio, tutto a bordo ha una funzione, ogni membro dell’equipaggio ha un ruolo e una responsabilità, ogni azione ha una conseguenza che si riflette sul benessere collettivo. Navigare insieme significa imparare a conoscersi, a rispettarsi, a collaborare, a gestire i conflitti, a prendere decisioni e ad assumersene la responsabilità. In questo senso, l’esperienza nautica diventa un’opportunità unica per stimolare, osservare e sviluppare ogni potenziale in modo integrato e autentico.
Nel corso degli anni ho incontrato centinaia di allievi, dai bambini agli adulti, con le più diverse abilità e caratteristiche. Spesso, proprio in situazioni complesse, ho potuto osservare l’emergere di talenti straordinari, inaspettati, che si manifestano non solo nelle abilità tecniche, ma soprattutto nelle competenze relazionali, nella gestione dello stress, nella leadership, nella capacità di adattamento e problem solving. Ricordo con particolare emozione l’esperienza di una ragazza di 13 anni, affetta dalla sindrome di Williams (malattia genetica rara che colpisce in media una ogni 10.000 persone), sordomuta e con difficoltà motorie. In un corso di vela, ha dimostrato una precisione quasi perfetta nel mantenere la rotta, una sensibilità sorprendente nel percepire il vento e le variazioni della barca, un’attenzione e un’intuizione che hanno lasciato stupiti me e tutto l’equipaggio. Questo episodio, tra molti altri, mi ha confermato una verità profonda: ognuno di noi possiede una forma di talento, così come ognuno ha una forma di limite o fragilità. 
L’educazione autentica, quella che non si limita a classificare ma si impegna a scoprire e valorizzare le potenzialità di ciascuno, deve partire proprio da questa consapevolezza.
(continua nel n. 229)
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Emanuele Tonelli, TALENTO E VOCAZIONE: LA NAVIGAZIONE A VELA COME ESPERIENZA,MASTER DI PRIMO LIVELLO “ GIFTED. DIDATTICA E PSICOPEDAGOGIA, PER ALUNNI AD ALTO POTENZIALE COGNITIVO E PLUSDOTAZIONE
Le opere di cui alle foto inserite in questo articolo sono dii, artista e velista. di Marotta. che attualmente risiede a Milano ma è anche appassionato velista e trascorre le stagioni più calde nella sua terra di origine che accarezza il mare.




