Di questi tempi scrivere e titolare in “rosa” è diventata una mia abitudine. Ma nel mese di maggio, il mese del Giro, è quasi una costrizione lessicale quella che porta le falangette sui tasti delle lettere “r” “o” “s” “a”. Di fronte alla cronaca, non solo sportiva, di questi giorni, come si fa a non ricorrere al colore dell’ottimismo?. La cronaca del sabato italiano appena trascorso mi “costringe” ad attribuire le varie tonalità del nostro colore a tre personaggi: Diego Ulissi, Giorgia Meloni e Jasmine Paolini. Non solo sport, quindi. A mio parere, tra il ciclista e la tennista, la Presidente del Consiglio questa volta ci sta bene
Domenica scorsa ho dedicato l’editoriale del n. 202 di CentralMENTE alla presentazione della tappa, tutta abruzzese, del Giro d’Italia che venerdì 16 maggio avrebbe avuto il suo epilogo a Tagliacozzo con l’arrivo sul “Muro” di Marsia a 1.450 metri di altitudine. Il titolo dell’articolo “Il Giro sarà più ROSA visto dal balcone di casa”, voleva esprimere la vicinanza alla “Carovana” che per l’occasione avrebbe attraversato Scurcola Marsicana sulla statale Tiburtina sulla quale si affacciano due balconi della mia residenza, per l’occasione addobbata con decine di palloncini di quel colore.
Arrivato il giorno della festa “rosa” i corridori sono transitati a oltre 50 Km orari davanti a casa e ho gradito molto la “violazione” del limite di velocità nonostante da oltre vent’anni sia un attivo “Don Chisciotte” contro Anas e Comune nella lotta agli emuli di Lewis Hamilton e di Valentino Rossi che su quel rettilineo “sgassano” senza ritegno!. Che goduria ascoltare il ronzio delle pedalate e non il frastuono delle marmitte!
I ciclisti hanno poi superato senza batter ciglio quella salita di Sant’Antoni
o, dove hanno potuto rifornirsi per l’ultima volta prima del traguardo di Marsia. E pensare che nelle sfide tra amici degli anni giovanili quella rampa era l’occasione buona degli “scalatori” per staccare i “ passisti”. Una sorta di Gran Premio della Montagna del cosiddetto “Giro del Ventisette”.
Il muro di Marsia Tagliacozzo, quello vero, ha visto trionfare lo spagnolo Juan Ayuso, autore di uno scatto imperioso che in pochi metri ha messo in fila il messicano Isaac Del Toro, come lui poco più che ventenne, e i favoriti di turno Egan Bernal, colombiano, lo sloveno Primoz Roglic in maglia rosa e l’abruzzese Giulio Ciccone, su cui era riposta la speranza di tutti gli italiani appassionati di ciclismo.
Nella giornata di ieri, sabato 17 maggio 2025, il “verde” colore caratteristico di questo sentimento si è camaleonticamente trasformato prima dell’arrivonel rosa un po’ sbiadito dell’auspicio e poi nella certezza da “shocking”. La Maglia Rosa è finita sorprendentemente sulle spalle di Diego Ulissi, il trentacinquenne che aveva la stessa età di Ayuso e Del Toro quando nel 2011 vinse la sua prima tappa al Giro d’Italia. Il mix di gioia e commozione del compagni che lo hanno stretto in un potente abbraccio, fotografa la profondità simbolica del colore della maglia conquistata.
Mentre Ulissi saliva sul podio di Castelraimondo nelle Marche dove si è conclusa l’ottava tappa, Jasmine Paolini iniziava il primo set della Finale degli Internazionali d’Italia di Tennis che ha poi concluso con la vittoria sulla statunitense Coco Gauff, giocando un tennis brillante e tatticamente perfetto. Dopo 47 anni dalla vittoria di Adriano Panatta, la Coppa del Trofeo dl Foro Italico torna in mani italiane. Il completino scuro che Jasmine indossava sul palco della premiazione si è immediatamente caricato di rosa, complice il suo smagliante sorriso e l’applauso del Presidente della Repubblica. quando dopo averlo ringraziato ha affermato “Non so più cosa dire”. E’ chiaro, aveva detto tutto con i suoi servizi, con i suoi dritti ed i suoi rovesci,
La ciliegina sulla torta rosa di questo “Sabato italiano” che, caro Sercio Caputo, non è stato proprio un sabato qualunque, ce l’ha messa Giorgia Meloni che si è fatta fotografare su un tappeto Rosa insieme al neo cancelliere tedesco Friedrich Merz. I due hanno concluso un importante accordo in seguito al quale l’invio di truppe a Kiev “Non è più tema di discussione”. Poi rafforzato dalle parole del suo interlocutore che ha affermato: «L’Italia è per noi un partner strategico irrinunciabile nella politica estera ed europea, i nostri destini sono legati».
Allora grazie a questo sabato italiano “navighiamo dentro un sogno planetario” (questa volta sì, caro Caputo!). Un sogno rosa ovviamente che prosegue in questa domenica “non qualunque” perché, mentre chiudo questo editoriale, è partita la Gubbio-Siena, nona tappa del Giro d’Italia, ma, udite udite, Sara Errani e Jasmine Paolini hanno vinto la finale degli Internazionali d’Italia, battendo Mertens.Kudermetova. Che antipasto questo “Rosa doppio” per la finale maschile Sinner- Alcaraz!!.
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