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SPIRAGLIO DALLA CORTE EUROPEA: CARRIERA “ARRICCHITA” PER CHI HA INSGNATO NELLE SCUOLE PRIVATE

Dalla parte dei Consumatori /194

Il 12 marzo c’è stata l’udienza alla Corte di Giustizia Europea sulla questione delsvolti nelle scuole paritarie. Il caso interessa circa 300.000 insegnanti, pari al 30% del corpo docente italiano, che attualmente non vedono conteggiato questo periodo ai fini degli scatti stipendiali e della ricostruzione di carriera una volta assunti a tempo indeterminato nelle scuole statali.

La vicenda è stata sollevata dal Tribunale di Padova, che ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia Europea lo scorso 14 agosto. Il giudice ha chiesto di verificare se l’attuale normativa italiana violasse il principio di non discriminazione tra lavoratori dello stesso settore.

Fino ad oggi, sia la Corte di Cassazione che la Corte Costituzionale avevano negato il riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie per la progressione di carriera, la mobilità e le graduatorie interne d’istituto. Tuttavia, il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea ha riaperto il dibattito, richiamando:

  • la clausola 4 dell’Accordo Quadro sui lavoratori a tempo determinato, che tutela contro disparità di trattamento;

  • gli articoli 20 e 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, che sanciscono i principi di uguaglianza e non discriminazione.

“Il punto centrale è che la normativa italiana non riconosce questi anni di servizio, nonostante le scuole paritarie facciano parte del sistema pubblico di istruzione. È un po’ quello che accadde per la carta docente, un altro caso in cui la giustizia italiana aveva inizialmente escluso i docenti precari, ma poi la Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto il loro diritto a riceverla”.

Il governo italiano si è opposto alla richiesta, sostenendo che il servizio nelle scuole paritarie sia stato svolto alle dipendenze di un datore di lavoro privato e non dello Stato.

Un altro argomento avanzato dal governo riguarda il sistema di reclutamento: secondo l’esecutivo, i docenti delle scuole statali sono assunti tramite concorso, mentre quelli delle paritarie no.

In attesa della decisione della Corte di Giustizia Europea, prevista per l’autunno del2025, gli esperti legali consigliano ai docenti coinvolti di seguire due passaggi fondamentali:

  1. non presentare ricorsi immediatamente, perché in caso di esito negativo si rischierebbe di perdere tempo e denaro;

  2. interrompere la prescrizioneper evitare di perdere gli arretrati economici derivanti dal riconoscimento del servizio.

Ricordiamo che l’anzianità di servizio non è soggetta a prescrizione, il che significa che il diritto al suo riconoscimento resta valido nel tempo. Tuttavia, la prescrizione quinquennale si applica alle differenze retributive derivanti dall’anzianità maturata. In altre parole, se un docente ottiene il riconoscimento del proprio servizio pre-ruolo dopo molti anni, questo verrà valutato ai fini della carriera, ma gli arretrati economici maturati oltre il quinquennio precedente potrebbero non essere più esigibili.

(Estratto da Orizzontescuola,it del 12 marzo 2025 )

 

 

 

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