Benessere / Giuseppe Mazzocco / 263(*)
Il De Arte Gymnastica (testo in latino), libri sex, in quibus exercitationum omnium, di Hieronymi Mercurialis, Venetiis, apud Iuntas, MDCI, a pagina 45 del liber primus, riporta una splendida illustrazione del “lavacrum oceanum vel labrum” (una grande vasca romana di acqua termale, con bagnanti ripresi in momenti di benessere).
In questa complessa illustrazione, le gestualità tipiche delle terme sono chiaramente rappresentate attraverso l’uso dei teli da bagno per le frizioni, le abluzioni con gettiti scrocianti, il massaggio subacqueo, la ginnastica in immersione, l’auto sfregamento sott’acqua, ma, soprattutto, l’uso dello strigile, sia fatto dall’Aleiptes (massaggiatore) e sia usato personalmente dal soggetto immerso in acqua calda.
Girolamo Mercuriale, nel suo libro, a pagina 31, aveva già presentato lo strigile, con un disegno che faceva percepire le fattezze di questo strumento da massaggio e le innumerevoli possibilità d’uso, nelle tecniche manipolative dell’epoca.
Esemplari di strigili sono presenti in tanti musei di arte romana e, nelle sculture, l’esempio classico è dato dall’Apoxyomenos (colui che si deterge), statua bronzea di Lisippo (330-320 a.C.), Museo Pio-Clementino dei Musei Vaticani (Roma), che rappresenta un atleta che si pulisce il sudore con lo strigile.
Lo strigile era uno strumento essenziale dei massaggiatori dell’epoca greco-romana e usato quotidianamente per la detersione della pella dopo una gara o quando si usciva dai bagni caldi o dal vapore del calidarium. Nel massaggio era prezioso strumento per frizionare, impastare o picchiettare i ventri muscolari di atleti o di guerrieri, in trattamenti sportivi, o nelle sedute di massaggio di benessere per le matrone che si sottoponevano a piacevolezze di drenaggio o di sfioramento appoggiato.
Le terme romane erano i luoghi dove lo strigile “era di casa”, essendo l’attrezzo principe del massaggio sportivo o estetico, e rappresentava, con gli ariballi greci (piccolo vaso contenente oli profumati ed unguenti), l’arte stessa del massaggio.
Oggi, dopo studi e ricerche sugli strigili e sul loro uso, le tecniche manipolative del benessere, dello sport e della riabilitazione, usano moderni attrezzi ispirati a quelli di oltre duemila anni fa, realizzati con materiali atossici, anallergici e sterilizzabili e con forme aggiornate per i diversi usi.
Lo strigile, strumento tipico delle terme e degli ambienti da massaggio dell’antica Roma, è oggi un dispositivo professionale importante per il massaggio estetico integrato, che permette di impastare o frizionare, di coppettare o picchiettare, di raschiare o spremere, di fare digitopressioni riflessogene o tagli del connettivale, anche su aree molti piccole e per tanto tempo, senza affaticare la mano dell’operatore e garantendo la stessa precisione selettiva degli interventi manuali.
Così come lo strigile greco-romano, nei secoli che precedevano l’anno zero (la nascita di Cristo), aveva caratterizzato il massaggio fatto nelle terme (per il benessere), nei circhi (per lo sport) e dopo le battaglie (per i trattamenti riabilitativi), dall’altra parte del mondo (nell’antica Cina), nelle epoche successive era in uso uno strumento specifico del massaggio, caratteristico dell’epoca della dinastia Tang: il gua sha.
(continua con la seconda parte)
(*) Scritti di massaggio estetico integrato per il benessere








