Home La Rivista Stacchiamo la “spina” non solo durante la torrida Estate

Stacchiamo la “spina” non solo durante la torrida Estate

EDITORIALE / Pierluigi Palmieri / 261 

Arriva  da Vasco Rossi un imprevisto messaggio “pro lettura”

Inizia la lotta alla dittatura di META & Co,?

 

Riprendiamo la pubblicazione della Rivista dopo una pausa, peraltro non molto lunga, ma meritata per gli amici della  redazione di Centralmente.com, Tutti  pronti con i pezzi per il numero 261, nonostante l’estate torrida che non ha risparmiato alcuno dei luoghi dove abbiamo trascorso la nostra vacanza.  Travaglini dalla Francia ci offre un ironico titolo sull’impertinenza dei tassi (d’interesse), Puzzu da Bilbao di una nuova concezione dell’identità, Regni dalla verde Umbra ci coinvolge nel cammino di San Francesco (Assisi Gubbio), Mazzocco da Venezia di longevità, Martelli da Teramo di senso dello Stato e ancora Puzzu ci presenta la poesia di Giulio Mozzi in cui chi e scomparso torna a essere presente negli oggetti (Il mondo vivente). Cari lettori, credo proprio che questa settimana in cui l’Estate 2026 è agli sgoccioli, non avrete motivo di annoiarsi, anche perché, grazie al prezioso lavoro del nostro programmatore Roberto Palmieri,  stiamo rendendo più agevole l’accesso alle pagine della Rivista, ed abbiamo già dato un nuovo look alla Home page.

(PLP)

Chi invece avesse voglia di annoiarsi, può seguitare a leggere questo mio editoriale in cui rintraccerà alcuni concetti, a sfondo educativo, che già in passato ho voluto esternare e che per la cocciutaggine che mi caratterizza, ripeterò, appunto. fino alla noia.

Erano gli anni della “Sapienza” di Roma, dove,  avevo deciso di provare a capire qualcosa di più di pedagogia, dopo aver da qualche anno concluso gli studi all’ISEF dell’Aquila. Mi capitò di sostenere un esame con  un professore  che dopo aver ascoltato la mia riflessione sul concetto di  “Villaggio globale” sembrò risvegliarsi dallo stato di  torpore in cui era caduto dopo aver interrogato altri 10 o 15 studenti.  Ma, dissi, Mashall MC Luhan ha anche pronunziato la frase “Genitori, staccate la spina!”, Avevo voluto  sottolineare che il sociologo  canadese oltre ad aver colto il grande significato che l’innovazione  tecnologica nei mezzi di comunicazione (all’epoca si trattava ancora  della sola televisione!) si è mostrato preoccupato per l’attrazione morbosa provocata da programmi che il “villaggio”, dopo qualche anno dal suo avvento, aveva reso  accessibili ai bambini e agli adolescenti americani. Aggiunsi che il fenomeno, proprio in ragione dell’effetto  legato alla globalità, avrebbe presto riguardato anche il nostro paese e che nelle nostre case, negli orari in di  quei programmi, forse sarebbe stato bene “non attaccare proprio la spina”.

Foto da Università del Marketing

Deve dirlo a questi “soloni” che oltre a sedere sulle cattedre universitarie fanno parte dei consigli di amministrazione delle multinazionali e della Rai commentò il docente indicandomi con un cenno i suoi colleghi presenti nell’aula. Spero per lui, che sia riuscito a fare carriera nell’Università, nonostante i “Baroni” che contestava. Di certo lui non ha potuto impedire che  il nostro paese, come del resto tutta l’Europa, venisse coinvolto nel fenomeno, originariamente nordamericano, della dipendenza dai “media” tecnologici.  Mc Luhan ci aveva  lasciati nel 1980, e all’epoca del mio esame sotto la lente d’ingrandimento c’era solo la televisione, ma, già allora l’efficacia del monito del canadese risultò pressoché vicina allo zero.

Oggi il coinvolgimento è totale, siamo tutti, in qualche modo, condizionati dalla presenza di marchingegni elettronici sempre più sofisticati, che con la promessa di farci guadagnare tempo ci rubano il tempo. Ci distraggono con le interruzioni pubblicitarie dal vero scopo per cui accediamo a internet e ci attraggono applicando subdolamente il principio di Archimede “tecnogorico” : “una cerasa tira l’altra”, Noi siamo fregati perché il “Meta mostro” ha saputo scoprire ogni lato della nostra personalità, le nostre preferenze e il nostro livello culturale. E’ riuscito a personalizzare la fregatura. Quelli che si sono salvati si contano sulle dita di una mano. Non riusciamo a staccare la spina dai nostri strumenti, e di conseguenza ci risulta impossibile far staccare gli occhi dei nostri figli e nipoti dai “televisori” di mcluhana memoria oggi più propriamente e deleteriamente “touchscreen”.

C’è però qualche barlume di speranza.

 E’ di questi giorni la notizia riportata da Metropolitan Magazine che  Meta è stata multata dal Giudice Torres del New Mexico per 567 milioni di dollari “per aver creato un disturbo pubblico e aver messo in pericolo i minori online”. Al colosso americano dei media, rispetto alle cifre miliardarie che incassa quotidianamente, questi milioni fanno il solletico, ma si aggiungono ai 375 della precedente multa inflitta a Meta dallo stesso Stato americano, poiché “aveva reso i minori vulnerabili ai predatori sui suoi social”. Però, caro Archimede, “solletico per solletico = solletico al quadrato” e chissà se Meta  la smetterà di dichiarare a quattro venti di  “impegnarsi duramente per tutelare gli utenti sulle sue piattaforme, soprattutto i giovani”. Perseverare è diabolico. Nel Villaggio Globale il diavolo circola a piede libero!

Prossimamente vi regalerò una mia idea già esposta, qualche anno fa su “Pedagogia e Vita”:  cogliere in contropiede internet con i bambini e, perché no?, gli adolescenti, che “giocano” tecnologicamente con le loro stesse attività del quotidiano e si “autofumettano” (il neologismo è tutto mio). La tecnologia dei cartoon, abituata a speculare sullo sport e sul gioco, applicata alla realtà.

Ma  oggi c’è un altro segnale che sembra voglia “rifare faccia” agli stessi social da cui proviene: è apparso in questi giorni un post di Vasco Rossi in cui la famosissima rock-star (2,5 milioni di follower!) afferma che “Leggere ti rallenta. E rallentare oggi è rivoluzionario.
Un libro ti costringe a stare dentro un pensiero, dentro una storia, dentro un altro mondo
”. Che antitodo! Ecco un modo “serio” per staccare la spina.

 In questo stesso numero l’intero post è tra quelli “della settimana”, nell’apposita rubrica dove, tra le tante banalità, scegliamo le “mosche bianche” che hanno un senso. Ecco spiegato perché a Vasco Rossi e alla condanna inflitta a Meta ho dedicato il titolo di questo pezzo. Fine della noia!

[1] Nota:  nel suo libro del 1964 “Understanding Media : Extension of Man”McLuhan ha osservato che i mezzi di comunicazione agiscono come estensioni dei sensi umani, ampliando la nostra capacità di percepire e interagire con il mondo. Con l’avvento della televisione, ad esempio, le persone potevano “assistere” a eventi che si svolgevano dall’altra parte del mondo, quasi come se fossero lì di persona. Questa immediatezza e ubiquità della comunicazione ha portato McLuhan a concludere che il mondo stava diventando un “villaggio globale” (Fonte:  Il Villaggio Globale di Marshall McLuhan – Università del Marketing).

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