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SAPERE DI MARE: IL RUOLO DELLE VACANZE


IL LIMITE / Raniero Regni / 258

Chi molto ama molto comprende chi molto comprende molto ama Leonardo da Vinci

 In estate, ma questo dovrebbe accadere in ogni stagione, cerchiamo un rapporto più diretto con la natura. Soprattutto se si è al mare, troviamo un grande piacere a camminare lungo la battigia dove si infrangono le onde, a nuotare e a immergerci in acqua. Sarà per via della nudità, ma è questo contatto diretto con gli elementi che ci trasporta in una dimensione diversa, più autentica, perché senza mediazioni o intercapedini. L’acqua e l’aria avvolgono completamente il nostro organo sensorio più grande ed esteso, la nostra pelle, noi torniamo così ad essere allievi della pedagogia degli elementi naturali, i nostri più grandi maestri dall’origine dei tempi.

Ma che cosa sanno i bagnanti del mare? Se sono velisti forse la ricerca del vento che spinge la barca li renderà sensibili all’invisibile potenza dell’aria. Scivoleranno sulla superficie cercando di mettere a segno le vele e navigare veloci. Certo, gli spruzzi sollevati dalla prua della barca e le raffiche del vento, la silenziosa velocità della navigazione a vela, inducono uno stato quasi ipnotico che permette uno strano dialogo, molto ravvicinato, tra cielo e mare. Eppure anche il velista ignora che cosa si nasconde sotto la superficie di quel mare che un poeta ha definito “un cielo caduto sulla terra”.

E tutti gli altri vacanzieri che guardano dalla riva? Al netto della musica ad alto volume in spiaggia, delle file al ristorante e delle auto ingorgate sulle strade che conducono verso il litorale, tutti sono attratti dalla voce del mare, dal sapore di sale, come cantava una vecchia canzone. Ma anche essi guardano ma non vedono, sentono un’attrazione ma non la sanno spiegare, e spesso la fraintendono e la tradiscono.

Per rispondere a queste domande implicite ed esplicite, alcuni amici del Vela Club Marotta, si sono inventati una piccola rassegna di incontri che da sei anni si svolgono, proprio in riva al mare, nella sede di questa associazione che da venticinque anni, nella piccola cittadina adriatica, si impegna per avvicinare le persone al mondo della vela. Quest’anno gli incontri saranno tre e si terranno di venerdì, il 24 e il 31 luglio e poi il 7 agosto, alle ore 21, poco dopo il tramonto, mentre la luna si leva dal mare e generalmente sono accompagnati dal vento che cala e dal ritmo della risacca che finisce per essere uno straordinario sottofondo musicale, che si sintonizza con il nostro cuore.

Nella serata del 24 luglio si parlerà del rapporto tra la grande scuola di vela sorta a Caprera nel 1967, che è diventata uno dei luoghi più famosi al mondo per gli appassionati di questa specialità, e Marotta. È infatti dal Centro Velico Caprera che è sorta la passione che poi ha portato alla fondazione del Vela Club Marotta.

Da qui il titolo, Da Caprera a Marotta, una passione contagiosa. Ne parleranno Enrico Bertacchi, segretario generale del CVC, e ci sarà la testimonianza di Micaela Malingri, nipote di uno dei due fondatori di Caprera, nell’ex base militare ora riserva integrale, l’isola più bella del magnifico arcipelago de La Maddalena, uno dei luoghi magici del Mediterraneo.

Il 31 luglio ci sarà invece la proiezione del film La ragazza del mare che racconta la storia vera della donna che, nel 1926, fu la prima ad attraversare i 34 chilometri dello stretto della Manica. La storia di Gertrude “Trudy” Ederle, la straordinaria nuotatrice che non dovette lottare solo contro le forti correnti atlantiche, i banchi di meduse e le insidiose secche dello stretto, ma soprattutto contro i pregiudizi che impedivano alle donne di imparare a nuotare e di esprimersi in questa disciplina sportiva fino ad allora quasi completamente riservata agli uomini. Ne parlerà anche Silvia Moroni che è presidente della sezione di Pesaro della Federazione Italiana Donne Arti Professioni.

La piccola rassegna si concluderà con la lezione di Carlo Cerrano, Ordinario di Zoologia dell’Università Politecnica delle Marche, che ci farà entrare nei segreti della vita di questo magnifico e complesso ecosistema che è il nostro Adriatico. I segreti dai fondi sabbiosi: un patrimonio sommerso da conoscere e tutelare, è il titolo della conferenza, e ci parlerà della brulicante vita sottomarina. Infatti dovremmo cambiare l’idea che si tratti di fondali sabbiosi mobili deserti e senza vita, ma di ricchissimi e fondamentali ecosistemi.

Questa immagine e quella che fa da sfondo al manifesto di Sapere di mare sono due opere del pittore marottese Ennio Bindelli.

Come diceva Leonardo da Vinci, uno dei più grandi scienziati e artisti di tutti i tempi, l’ultimo genio capace di dominare l’intero universo del sapere, prima che le specializzazioni moderne lo frantumassero in mille discipline, che esiste una relazione, segreta ma molto stretta, tra amore e conoscenza. Non si può amare bene senza conoscere, e più si conosce più si riesce ad amare bene. Questo vale per il mare che ci appassiona e che dovremmo conoscere sempre di più. Non è solo il luogo che accoglie i nostri cuori in attesa, che risponde alle nostre inquietudine con le sue infinite varietà di azzurro che si confondono con il cielo. Il mare, come la natura tutta, è la nostra casa, qualcosa da conoscere e da amare. Perché dall’amore e della conoscenza possa nascere il rispetto.

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