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ASPETTI ANTROPOLOGICI E COGNITIVI DEL MASSAGGIO


Benessere / Giuseppe Mazzocco / 268(*)

   Nei Paesi senza tradizione per il massaggio, come gli Stati Uniti, esso non poteva affermarsi rapidamente. Nella stessa Europa (ed in particolare nei Paesi di lingua e tradizione teutonica), il massaggio era guardato con sospetto. Ma la sua lunga storia e la sua popolarità hanno convinto molti studiosi ad analizzarlo, tanto che è possibile, sotto il profilo medico, conoscere quali malattie possono trarre giovamento dal massaggio, grazie a sperimentazioni (Westhof e Ernst, 1992).

Il massaggio come metodica olistica

   La letteratura anglosassone classifica il massaggio ed altre tecniche tra le metodiche olistiche. Per l’olismo (da holos = intero) ogni manifestazione vitale degli esseri viventi va considerata ed interpretata sulla base delle interrelazioni e delle interdipendenze funzionali esistenti tra le diverse parti che compongono un organismo, il quale è un unicum che può essere ricondotto alla somma delle sue parti.

Il benessere, l’encefalo ed i bisogni

   Il benessere può essere considerato un bisogno primario (a carattere impellente, che se non soddisfatto crea angoscia) e, in quanto tale, cade sotto il dominio dell’emisfero cerebrale destro, che regola le attività sintetiche, olistiche (non seriali) e non verbali.

   Il massaggio può allora dar luogo a benessere (quando soddisfa un bisogno primario, ad esempio nella terapia antalgica), così come può aiutare a mantenerlo, “decorarlo” (qualora soddisfi un bisogno secondario, quale, per esempio, quello relativo alla fitness).

Una componente olistica ineludibile nel massaggio: l’empatia

   Olistica, se si vuole, è anche l’empatia che deve intercorrere tra massaggiatore e massaggiato. L’empatia è un processo in cui molte componenti sono in gioco: affettiva, motivazionale, cognitiva, fisiologica e cinestesica. La sensibilità che richiede il massaggio è, da un punto di vista psicologico, una componente essenzialmente affettiva.

   Nel rapporto empatico, per un breve lasso di tempo, ci si affida ad un’altra persona, condividendo parti delle sue emozioni che, si badi bene, nel caso del massaggio non vengono trasmesse oralmente: in questo caso ci si identifica quasi solamente con il corpo, non con la parola.

   Un altro aspetto dell’empatia è la capacità di descrivere le sensazioni ottenute dall’altra persona. Ora, dato che nel massaggio entrano in gioco altri fattori (quelli cinestesici e fisiologici), il processo empatico che si instaura dipende dalle diverse componenti, ognuna delle quali ha una sua dimensione indipendente. L’empatia, come modello olistico (Kalliopuska, 1983; 1992), è flessibile; varia, cioè, in base ai partners, alle loro caratteristiche personali, alle situazioni, ai fattori culturali ed al grado di comunicazione instaurato. Se l’empatia non si instaura è ben difficile che il massaggio sortisca i suoi effetti.

La comunicazione nel massaggio

   L’empatia richiede comunicazione e, in quanto tale, è un “evento comunicativo che ha qualche funzione di organizzazione interna del ricevente” (MacKay, 1973); non solo, ma con il massaggio si comunica soprattutto non verbalmente. La comunicazione che si instaura è così “una forma significante che il destinatario dovrà riempire di significato”. (Eco, 1968).

   Il massaggio conduce, anche e soprattutto, stimoli e perciò non sempre e non necessariamente esso può indurre, nel massaggiato, una risposta interpretativa perché il suo scopo finale non è quello di stabilire una relazione, ma quello di ridurre la tensione interna (Benevoglio, 1985).

   Un approccio conoscitivo al massaggio potrebbe essere quello etologico e, nella fattispecie, quello prossemico (Hall, 1972). Nel regno animale esiste una dicotomia inesplicabile: vi sono animali che richiedono, da adulti, il contatto stretto ed altri che lo escludono. Esiste una distanza individuale che forma come una sorta di bolla: essa dipende dall’organizzazione sociale.

   I primati sociali praticano il grooming (lo spulciamento reciproco) che, al di là dell’utilità igienica manifesta, può essere visto come una tecnica primordiale di proto-massaggio, in quanto viene effettuato a coppie, alternando ruoli passivi ed attivi. Esso viene considerato un mezzo di facilitazione sociale, usato per ingraziarsi il partner dominante (Kortland, 1989; Welford, 1992).

   Esiste poi una distanza sociale, che nell’uomo è stata ampliata dall’uso dei mezzi di comunicazione, che il massaggio rompe, instaurando una comunicazione intima, richiedendo, anche, rilassamento ed immobilità.

   Il massaggiato si lascia andare al “tocco di pelle”, quello digitale, una forma primitiva di contatto, intensa ed immediata che non solo viene attivamente ricercata, ma, addirittura, amplificata.

   In occidente, in mancanza di radicale abitudini formali al massaggio, non ci si sofferma sui suoi aspetti comunicativi formali e informali: si tende a valutarlo soprattutto sotto il profilo tecnico; esso è stato così analizzato che è possibile farne sia una storia, che una disamina tecnica.

(*) Scritti da massaggio estetico integrato per il benessere

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