Editoriale /PIERLUIGI PALMIERI/219
| Mettete dei fiori nei vostri cannoni,
perché loro non vogliono nel cielo molecole malate, ma note musicali che formino gl’accordi per una ballata di pace, di pace. (Proposta- I Giganti – 1967) |
Si può prendere “sportivamente” l’esito di una tragedia coche formino gl’accordi per una ballata di pace, di pace.me la guerra tra Israele e Hamas? Ovviamente solo per spiegare il titolo del mio editoriale. Con la deformazione professionale che mi caratterizza, ho voluto mettere a fuoco, con la metafora dei “calci di rigore”, gli eventi degli ultimi giorni, che hanno visto i personaggi citati, in ruoli ben distinti, caricarsi della responsabilità personale di provare a fare goal
All’Olimpico di Roma contro i francesi del Lille, all’Ullevaal di Oslo contro la nazonale israeliana, e a Le Coq Arena” di Tallin contro l’Estonia sono stati battuti cinque calci di rigore da giocatori di spessore internazionale e nessuno è entrato in porta. Alla fine però a realizzare il “rigoreultimatum ” più importante che, in verità si è assegnato da solo, è stato il presidente degli Stati Uniti, che ha piegato le mani al “numeri uno” del terrorismo palestinese. Quello che il “7 ottobre 2023” aveva scatenato “l’ira funesta” di un ineffabile Netanyahu, novello pseudo-Achille, che per due anni e tre giorni ha devastato i territorio di un popolo incolpevole. “Occhio per occhio, strage per strage” mi son sentito di dire nel mio editoriale dell’altra settimana. A questa inumanità elevata alla potenza, è stato opposto un piano di pace molto drastico che ha trovato ampi consensi nel mondo arabo e ha spinto Hamas ad uscire dalla sua tana puteolente (in tutti i sensi) dove ha costretto incolpevoli israeliani a vivere come e con i topi. Ora venti prigionieri saranno scambiati con migliaia di terroristi ergastolani che, si spera, non provino a riprendere la loro vile attività. I carri armati di Israele hanno oggi lasciato
la striscia devastata e in oltre 500mila palestinesi hanno invertito il senso della marcia che li stava portando lontano dalle loro case.

Tornano nel posto dove troveranno i loro tetti crollati a terra e scaveranno tra le macerie per rintracciare le briciole dei loro averi.

Che tristezza vedere un bambino che si muove tra le macerie con un enorme sacco sulle spalle carico probabilmente di stracci! Quanta triste ironia nel sorriso di un giovane inquadrato per un attimo dalle telecamere della RAI mentre rientra a Gaza City con una scopa poggiata sulla spalla come stesse imbracciando un fucile. Un’immagine ovviamente meno poetica del “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” cantata da “i Giganti” ma da lasciare comunque il segno.
Mentre andiamo “on line” con CentralMENTE i grandi della terra si stanno muovendo verso la punta estrema della penisola del Sinai, per Sharm el-Sheikh, tradizionale sede di conferenze politiche ai massimi livelli, dove quelli della Lega Araba sono di casa, per perfezionare gli accordi su Gaza per raccogliere il frutto del rigore calciato da Donald Trump. Ci sarà anche la “piccola” Italia con Giorgia Meloni, che, quanto meno, ha contribuito a sistemare la palla sul dischetto.

Perdoniamo quindi per i rigori sbagliati sia Haaland e Dovbyk (due errori consecutici) si Soulé e Retegui. Ai tifosi diciamo; Basta che la PACE …“vince”!

(Nella Foto di apertura Haaland sbaglia il rigore bis)








