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Il VALORE AGIUNTO DEL PREMIO INTITOLATO A UN AMICO

Editoriale / Pierluigi Palmieri / 252

 

 Premio “Cesare Paris del Rotary

Avezzano 28 maggio 2026. Sala Consiliare del Comune di Avezzano

“A Giovanna Nina Palmieri per la sua qualità giornalistica di affrontare temi di rilevanza sociale rivolti in particolare alle donne e alle persone fragili”

 Una giornata convulsa ma anche  ricca di soddisfazioni quella trascorsa, prima a Roma e poi ad Avezzano, giovedì 28 maggio assieme a mia figlia e alla mia nipotina Amanda. Alle 18,00 nella Sala del Consiglio Comunale di Avezzano era prevista la cerimonia di consegna del 35° Premio Rotary alla Giornalista Giovanna Nina Palmieri. La data era stata individuata come la più adatta tra quelle in calendario non solo per gli impegni della “Iena” ma anche per quelli scolastici  (gite e recite) della nostra “Lupetta” che nel mese di maggio, con una precisione da far invidia a quella proverbiale di Emmanuel Kant, sono stati rinviati e/o annullati almeno quattro volte! Risultato alle 14,30 del 28 maggio  c’è stata la rappresentazione di una simpatica revisione, da far invidia sia a Perrault che ai Fratelli Grimm, della favola di “Cappuccetto Rosso”. Questa volta il lupo  non mangia nonne  ma è un prestigioso Chef che “cucina piatti prelibati” nel “MasterBosco”. E’ proprio Amanda a ricoprire il ruolo del lupo buono, che  all’esordio, esclama : “E basta con questo lupo cattivo!” e poi aggiunge “ho cambiato menù niente più nonne solo buone azioni e magari una zuppa“. Poi la morale: con tanto di metafora : ” senza il buon senso il piatto è un disastro, io ho capito che fare il furbo è come bruciare un piatto, all’inizio sembra veloce ma poi è immangiabile…. con un po’ di attenzione il piatto viene alla perfezione” . Niente male come premessa per una serata al Rotary, che di buone azioni se ne intende!  Sono però ormai le 16,00 quando proviamo a guadagnare il raccordo per l’A24. Ecco l’ingorgo più infernale degli ingorghi infernali  (Piazza San Giovanni- Casello Roma est più di un’ora e mezza, a passo d’uomo avremmo fatto prima !). Orario previsto dal navigatore per l’arrivo ad Avezzano 18,32:  la mia Ammiraglia Alfa Romeo 166/2001 lo batte di 15 minuti e ci permette di arrivare in Comune in orario accettabile per l’inizio della cerimonia di premiazione.  Dopo il saluto del Sindaco, neo rieletto Giovanni Di Pangrazio, l’avvocato Gino Bellisari, Presidente  del Rotary Club cittadino, dopo aver illustrato l’origine e la storia del Premio voluto inizialmente proprio dall’ingegnere Cesare Paris, che fu prima presidente ad Avezzano e poi Governatore del Distretto Rotary 90, ha reso noto la motivazione con la quale la Commissione, presieduta dal dott. Angelo De Bernardinis,  ha assegnato il premio alla “Iena Nina” (v. incipit).

Il Premio consegnato a Giovanna Nina Palmieri, pezzo unico realizzato dal Maestro Roberto Basilide: ricostruzione della merlatura del Castello Orsini Colonna di Avezzano con incastonata la ruota dentata simbolo del Rotary. Davanti il CatalogoCesare ” Cesare Paris 1927-2002″.

Prima della consegna ho avuto il piacere di presentare Giovanna Nina Palmieri da un punto di vista più familiare e, ovviamente, l’ho fatto con grande piacere e con  una modalità un po’ informale anche se il luogo e l’evento avrebbero meritato  toni e soprattutto oratori più qualificati e neutrali. Non è falsa modestia la mia, ma ho voluto precisare che chiedere a me di  parlare di mia figlia è come “chiedere al macellaio se è buona la carne che vende”!

Prima però ho doverosamente fatto un riferimento a Cesare Paris: un  artista- collega – sportivo (insieme  pensammo di far nascere una squadra di Basket ad Avezzano per poi partecipare alla “Serie D” Abruzzese, riuscendo anche a vincere qualche partita importante).

 Ci ritrovammo anche sui banchi del Consiglio Comunale, gli stessi di oggi, impegnati a far emergere nella nostra Città i valori dell’arte, dello sport e della cultura in generale.

Collage e pittura 60×50 di Cesare Paris

Cesare fu animatore del “Premio Avezzano di arti figurative” e lui stesso espositore assieme agli  esponenti della cosiddetta “Scuola Avezzanese” (Ercole, Colonnello, Simone. Toccotelli, Frittella, Casella tra gli altri).

Foto dal Catalogo Cesare Paris 1927- “002”

Ciò spiega il valore aggiunto che attribuisco personalmente al Premio assegnato per la sua attività di giornalista a “Nina”. Ho riavvolto il nastro del  suo film,  per raccontare, tra un po’ di cronaca e po’ di aneddotica, di quando era ancora “solo” Giovanna.

Quando è nata  non  c’era l’abitudine di conoscere in anticipo il sesso del nascituro, sicché il ginecologo di turno,  un siciliano, con una faccia piena di ironia mista a sadismo mi apostrofò con un   “Femmena è” e si beccò la mia pronta risposta: Embé!!

Il  suo primo nomignolo del periodo allattamento al seno della madre  Loredana è stato “Ovetto”. Presto  iniziò l’alternanza con un biberon carico di latte e biscotti, che divorava in men che meno .  La “pretesa” avveniva a notte fonda  e toccò a me la preparazione ( così come il cambio del pannolino), sicché dovetti rinunciare alla cattiva abitudine di alzarmi all’alba per andare a caccia sul Sirente! Oggi Nina è molto orgogliosa di essere stata la causa di questa rinuncia.

Poi alla  scuola dell’infanzia l’ex Ovetto comincia ad assumere le sembianze del pulcino dispettoso. A scuola entra in opposizione con i metodi,  non proprio montessoriani, di  una suora  fino a mettere in atto lo sciopero del gioco. Un bel giorno, all’ennesimo rifiuto di partecipare al “gioco delle sedie”, unico presente nel bagaglio della suora, per punizione viene rinchiusa in una stanza al buio e capitò che andando io a riprenderla non la vidi insieme alle altre bambine. La pseudo maestra aveva dimenticato di “liberarla”. Nina di oggi ricorda di aver visto volare la classica cuffia “d’ordinanza” che teneva  raccolti i capelli della religiosa mentre la scuotevo sollevandola da terra e le  dicevo  di non provarci più. Al di fuori della scuola l’atteggiamento di Giovanna  era altrettanto marcatamente  critico, e quando si ritrovò a frequentare quotidianamente la mia palestra Virtus ebbe modo di sviluppare la sua naturale propensione alla socialità e all’empatia. Spesso però  “pretendeva” di provare esercizi acrobatici previsti dal  programma delle ginnaste più grandi (salti mortali dalla trave e dalle parallele) e contestava “l’istruttore”  che non poteva accontentarla. Insomma un caratterino! Confermò la sua intraprendenza scegliendo lei stessa di studiare al liceo linguistico. Il percorso scolastico  è stato scorrevole e ricco di soddisfazioni  fino alla Laurea e al Master in giornalismo  e anche  di episodi simpatici ed emblematici del suo spirito e del suo carattere che  ha trasferito nell’ambito giornalistico.

Nina Palmieri con Cinzia Paris e il Presidente del Rotary Club di Avezzano avv, Gino Bellisari

Per concludere però ho voluto sottolineare  che dietro il riconoscimento del Rotary, che viene ad un anno dalla proclamazione di “migliore giornalista dell’anno” al Premio Ischia 2025, c’è un impegno della Nina/Mamma che impegnata nel suo lavoro di Iena Nina riesce a fare settimanalmente dei veri e propri “salti mortali”  per salire sul primo  aereo/ treno veloce e tornare a Roma , per stare vicino alla sua Amanda, magari solo per una sera e ripartire al mattino seguente (altro che ginnastica artistica!). La lupetta ancora non si rende conto di quanto sacrificio faccia la mamma ma le restituisce tanto affetto ed in onore di Cesare Paris e con tanta soddisfazione del nonno sta diventando una “basckettista”  sempre più capace.

(La foto di apertura e quella con Cinzia Paris sono di Marilena LUSI)

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