HomeLa RivistaFolklore e dialettiAFRICA: Barba e colazione nel deserto

AFRICA: Barba e colazione nel deserto

Letteratura/ 83

AFRICA: Barba e colazione nel deserto

di Giuseppe Mazzocco

   Viaggiamo tutti in uno stato di scanzonata felicità fanciullesca (lo capisco dai frequenti colpi di clacson e dai cambi improvvisi di direzione, come se si stesse in una giostra) che nasce dal fatto di giocare in uno spazio non delimitato, rincorrendo virtuali punti d’orientamento ed accavallando vecchie tracce, quasi cancellate dal vento.

   L’indistinto filo dell’orizzonte, il lattiginoso colore che impregna l’aria in uno spazio molto lontano da noi, l’andatura resa morbida dalla sabbia ovattata, il rotondo altalenare fra i ravvicinati dossi e l’assenza di rumori striduli ci costruiscono un ambiente irreale e ci creano piacevoli sensazioni.

   Non so per quanto tempo andiamo avanti così; anche il passare del tempo è diverso, correndo sulla bianca sabbia del Ténéré. Il lento susseguirsi delle dune e l’assenza di punti di orientamento danno al viaggio l’idea che non debba finire mai. L’altra impressione, che ho raccolto da tutti i piloti, è quella di una guida assolutamente non stancante.

   Ci fermiamo per una piccola sosta ed una passeggiata sulle dune. Facciamo una sosta ogni 50 km: interrompiamo il viaggio quasi per l’istintiva ragione di farlo durare di più!

   Incrociamo un camion, col quale scambiamo calorosi cenni di saluto. In lontananza appaiono delle alte dune: sembrano delle gigantesche onde di sabbia.

   Viaggiamo a 90/100 km/h e riesco perfettamente a scrivere!

   Improvvisamente, cambia il tipo di sabbia; le auto ricominciano a sollevare polvere ed il terreno presenta punti di forte rallentamento.

   La temperatura è piacevolmente fresca e la velocità si è un po’ abbassata. La presenza di una carcassa di pneumatico ci fa capire che è finito il “deserto libero”. Riappare la pista tracciata, da binari molto scavati, sulla quale si guida come sul sapone, indirizzati dai due profondi solchi di polverosa sabbia bianca.

   La pista costeggia una serie di basse dune di sabbia più chiara, quasi cumuli di materiale da riporto, lasciati per lavori di riparazione. Facciamo una piccola sosta, aspettando gli altri che si sono attardati ed insabbiati!

   Arriva il camion e l’autista ci confessa che si è fermato, insabbiandosi, ma che il suo mezzo c’è la fatta da solo. Vi è un sottile amore fra il camion ed il suo pilota: lo stesso, palpabile feeling che accende il felice sorriso di un fanciullo che va in simbiosi con il suo giocattolo preferito. A pensarci bene, non saprei trovare un altro colore o un’altra forma al camion del mio amico: i due, incredibilmente, si assomigliano!

   Ripartiamo ed alla successiva sosta sono testimone di un fatto demenziale: uno del gruppo ha espresso il desiderio di essere sbarbato! In pieno deserto? Il caldo, penso, incomincia a fare le prime vittime! Si siede con le spalle al sole ed appoggiate alla portiera della sua auto; accavalla la gamba, alza il mento ed aspetta la prima pennellata di sapone emolliente. Il cuoco, che sta al gioco, prende un sapone, un rasoio a lametta e tira fuori, dai suoi arnesi da cucina, un pennello che, intinto in una ciotolina, spalmerà il sapone sul viso del “cliente”. Il cuoco (che col “Barbiere di Siviglia” deve aver calcato le polverose tavole di innumerevoli palcoscenici teatrali) esegue una rasatura perfetta, mentre il soggetto da rasare, per rendere ancora più … folle il momento, chiede (ed il cuoco lo accontenta) di consumare una piccola colazione! Pretende, ancora, di avere i baffi! Viene accontentato su tutto, sotto i nostri increduli e divertiti occhi. In verità, il cliente (ha raccontato più tardi), non fidandosi dell’improvvisato barbiere, ha temuto il distacco del naso e per questo ha accorciato il tempo della rasatura chiedendo i baffi!

   La scenetta ci porta a ridere ed a scherzare; ci riposiamo ancora un po’; controlliamo la tenuta dei legamenti dei bagagli e i livelli di acqua ed olio dei motori. Fra un po’ ripartiremo.

Nessun Commento

Inserisci un commento