“LO SALE”

Abruzzesità poetica  /. 76 

“LO SALE” di Flavio  Torsini  

E’ di Paganica (L’Aquila) Flavio TORSINI,  il poeta che, nella 21° edizione del Concorso di poesia dialettale abruzzese “Gina Colangelo”, ha ricevuto, a Castelvecchio Subequo, il 10 agosto 2022, il 3°premio.

“LO SALE” (questo il titolo della composizione) rappresenta il pretesto che spinge “la comare”, incuriosita da ciò che ha, molto involontariamente, origliato attraverso le pareti domestiche, ad “appuràre” di persona come sono andati i fatti. Il tema “La famiglia” questa volta offre uno squarcio che sa molto di abruzzese, tanto di casa nostra, della simpatica curiosità delle nostre donne, ma anche della grande solidarietà femminile nel tentare di venir fuori da uno stato muliebre che le ha poste, per lungo tempo, alle dipendenze e alla mercé dell’uomo, del maschio, del marito.

C’è, nella composizione, il sottile scorrere di un pensiero a lungo dominante, forse ancora persistente, quello che si trasmetteva da madre a figlia e che doveva costituire il segreto perché le famiglie tenessero a lungo:

Fijia me’ fa a la mejio, non fa vede’! Come dire che il segreto di una brava moglie consiste nel “fare alla meglio” e nel “non dire”, soprattutto e sempre nel silenzio perché bisogna andare avanti tacendo, anche di fronte all’evidenza (“Tacere, bisognava andare avanti!”).

La tematica è intrigante, chiama in causa l’ “occhio non vede, cuore non duole”, le “bugie a fin di bene” e tant’altro ancora.

Il poeta, però, Flavio Torsini è d’altro avviso: bisogna dar voce al silenzio di tante donne, troppe, e non solo perché è un diritto di tutti gli umani, ma soprattutto  perché la famiglia possa tornare ad essere davvero, e per tutti, la prima vera cellula di reciprocità affettiva  e di socialità autentica.

Lo fa in modo gradevole e con un dialetto, l’aquilano di Paganica, che sa essere davvero gradevolmente immediato.  

LO SALE 

“Commà, bbona sera.

Non te pijja’ a male,

me serverria na presa ‘e sale. 

Na cria, pe’ poca ciccia.

Lo saccio, pare che unu

po’ se mpiccia.

 Ma massera so’ pensato

Mo addò vajo a fa’ peccato? –

So sentito n’ammuina,

n’aria brutta pe’ la schina. 

Sa’ le mura so mpo’ fine

pure n’azza po’ sentine.

La natura è resaputa

che la recchia s’appizzuta. 

Ma a s’occhiu che sci fatto?

Po’ esse che so ’nteso esatto?

Che co st’ommini padroni

Solo guai e scanassoni”. 

“Comma enno’, nonsigno’,

so’ battuto a nu ponto’ ”.

“Eeee su ponto’ pur’i u saccio

quanno a quiu ji pijia ciaccio. 

Mannaggia mo che ne va

sempre zitte a tribbula’

e pe’ bella premiazione

pure ‘sta maledizione. 

Brutta bestia, la gnoranza

e mancanza de creanza.

Bestie da soma semo nate,

mai se semo ribellate. 

Pe’ vergogna o pe devozio’

non se cagna sta situazzio’:

Voce de mamma, fija me’

fa a la mejio, non fa vede’.- 

Questo ancora mo’ succede

co la violenza non se compete

Pure se ci sta la scienza

esiste ancora la scemenza! ”. 

“Au ma’ e mo basta d’abbozza…’

Quanno u sento de ronza’

prima che me pijja alle spalle

na zampata loco abballe 

che le sentono dalle Casilotte

le pallucce che s’ajotte.”

“Comma’ sa que e…?

Ssccc…

Lo sale te le po’ tene!” 

IL SALE

– Comare, buona sera.

Non te la prendere a male,

mi servirebbe un pizzico di sale.

Poco, per un po’ di carne…

Lo so, pare che uno

poi si impiccia.

Ma stasera ho pensato:

“Adesso dove vado a fare peccato?”

Ho sentito un parapiglia,

un’aria brutta per la schiena.

Sai i muri sono sottili,

puoi avvertire anche una mosca.

La natura, si sa,

che l’orecchio si tende.

Ma a quell’occhio cosa hai fatto?

Può essere che ho avvertito giusto?

Con questi uomini padroni

Solo guai e ceffoni…-

– No comare, non è così.

Ho battuto a un angolo…-

– Eeee questi angoli li conosco anch’io

quando lui s’innervosisce.

Per la miseria,

sempre in silenzio a tribolare

e come bella premiazione

pure questa maledizione.

E’ una brutta bestia l’ignoranza

e la  mancanza di buone maniere.

Bestie da soma siamo nate

e mai ci siamo ribellate.

Per vergogna o per devozione

non cambia questa situazione

e la voce di mamma: – Figlia mia,

fai del tuo meglio, non far vedere…-

Questo ancora adesso succede,

con la violenza non si compete.

Anche se il mondo si è evoluto

Esiste ancora la stupidità.”

“Mamma, adesso basta di abbozzare!

Quando lo sento ronzarmi attorno,

prima che possa prendermi alle spalle,

un calcio alle parti basse

perché -sentano dalle case di Lot

i testicoli che ingoia!”

– Comare, sai che ti dico?

Scccc…!

Il sale te lo puoi tenere. –

 

 

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