“NGHE ÉSSE”

 

ABRUZZESITA’ POETICA N. 69/ “Nghe ésse” di Luigi MONACO

Agosto, tempo di vacanze, di libertà fisica e mentale. Ci si sposta di qua e di là, s’accendono curiosità, si vivono e rivivono amori… 

Ma l’amore cos’è? Com’è? Che fa? “Che te fa’ fa’?”

Sembra facile, anzi è facile  domandarselo o domandarlo, il difficile sta nel rispondere, nel trovare le parole giuste per comunicarlo e farci intendere.

L’amore è pensiero e sensazioni, è timore e coraggio, malinconia ed euforia, avvilimento e spavalderia.

L’amore è piacere soffuso e diffuso, tenerezza e languore, baldanza e spossatezza, timidezza e aggressività.

L’amore vive nelle contrapposizioni, ma si sublima nella fusione, nella massima intesa a due. Sì, l’amore è un duetto che impegna, con ruoli e toni diversi, due solisti e che, poi, superati i momenti di concertazione e trovata l’intesa su canto e controcanto, sugli assoli dell’uno e le pause dell’altro, ti tocca con la sua melodia e ti trasporta, confondendoti ed emozionandoti, nell’armonia dei “crescendi”.

E’ allora che il sogno si fa forte e la realtà ondeggia, si adagia e si lascia trasportare in un Paradiso che c’è e non c’è, che appare e scompare riflesso negli occhi di chi lo sta vivendo. Dei due innamorati.  

Luigi Monaco, poeta di Introdacqua che abbiamo già avuto il piacere di ospitare in questa rubrica, nella sua pubblicazione “Poesie di Monte Plaia” (edito nel 1996 da Nuova Impronta Edizioni Roma) ospita un componimento poetico che ci aiuta ad arricchire il “sentire” sull’amore: il vuoto di quando lei e lui non possono ritrovarsi insieme: “Nghe ésse” ovvero “Con lei”.

“Nghe ésse”

di Luigi Monaco

Quande tu ste’ nghe èsse

a nu cierte mumènte

pare can nen v’avèita décere

chiò niente.

Quande èsse nen ce sta

pare can n en ce sta pe’ lu mònne

chiò niente.

T’aggìre tuòrre tuòrre

niénte de niènte.

Ma allore chèste è na maladìe?

Respònne lu suone de lu viénte: sciiìne

chèste è la maladié chiò antiche de lu mònne

i nen ce sta medecìne.

Te pare de ’uarì

suole quande t’appuòglie

a chela vòcca

lòche.

CON LEI

Quando tu stai con lei

ad un certo momento

sembra che non vi dovete dire

più niente.

Quando lei non c’è

sembra che, per il mondo, non ci sia

niente di niente.

Ma allora questa è una malattia?

Risponde il suono del vento: Sìiii

questa è la malattia più antica del mondo

e non esiste medicina.

Ti sembra di guarire 

solo quando ti appoggi (con le labbra…)

a quella bocca 

lì.

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