HomeLa RivistaFolklore e dialetti“L’OMBRA DEL GIORNO”. IL FILM SULL’AMORE NELLA ASCOLI DEL “VENTENNIO”

“L’OMBRA DEL GIORNO”. IL FILM SULL’AMORE NELLA ASCOLI DEL “VENTENNIO”

Recensioni /49

di Daniele Rossi

Il film “L’ombra del giorno” arrivato nelle sale cinematografiche in questi giorni è stato girato ad Ascoli Piceno. È la Ascoli del Ventennio, dove gli echi del regime fascista arrivano a Piazza del Popolo e le vetrine dello storico Caffè Meletti  riportano facilmente lo spettatore indietro nel tempo, svelando un mondo dai tratti decadenti dove, è il 1938, Luciano, veterano dalla Grande Guerra, gestisce il ristorante all’interno del locale. Un giorno, proprio da quelle stesse vetrine, scorge Anna, una donna misteriosa, che suscita immediatamente il suo interesse.  Senza indugio, ferma la ragazza e le offre un lavoro nel suo ristorante.. Anna è’ una donna arguta, coraggiosa e molto intelligente che con i suoi comportamenti rompe gli schemi dell’epoca e sa farsi valere anche in una società prepotentemente maschilista e stratificata in cassi sociali definite come quella fascista. Presto tra i due sboccia l’amore e la sua personalità riuscirà a sconvolgere e modificare anche le convinzioni di Luciano, uomo del suo tempo e fedele assertore del regime, che ospita nel suo ristorante soprattutto gerarchi ed esponenti del partito locale. 

Per il protagonista Riccardo Scamarcio e la co-protagonista  Benedetta Porcaroli l’interpretazione del film è stata galeotta! Si sono innamorati per davvero ed oggi sono, nella realtà, una coppia felice, come dichiarato dallo stesso Scamarcio durante  presentazione del film. 

Con l’interpretazione del personaggio di Luciano, Riccardo Scamarcio appare un’artista evaso da quel cliché di bello tenebroso che da sempre lo ha accompagnato, per approdare in una dimensione matura dove il mestiere capace ne diventa la connotazione. Veste i panni di un ex soldato che ha addosso le cicatrici della guerra  che gli ha regalato solamente una gamba claudicante e una profonda  ed inguaribile amarezza nell’anima che, tutto insieme, ne fanno un uomo cupo, ombroso.

Le riprese de L’ombra del giorno erano iniziate circa un anno fa, in pieno lock down, in un ambiente che svuotato dalla pandemia ha consentito agevolmente la preparazione delle scene e la sua lavorazione. Originariamente il film doveva essere girato a Roma, ma il cambio di programma è avvenuto quando il regista ha proposto a Scamarcio, che è anche produttore della pellicola, la “Città delle cento torri”. Una cornice affascinante e molto caratteristica, quella di Ascoli, che peraltro il regista Giuseppe Piccioni, nativo del posto ha sfruttato appieno nel mettere in evidenza tutta la bellezza del centro storico ed in particolare  lo scorcio di Piazza del Popolo.  

Le ultime scene sul mare riguardano invece la riserva naturale della Sentina, che si trova nella zona di Porto d’Ascoli, tra San Benedetto del Tronto e Martinsicuro. 

Il “Meletti” la location liberty utilizzata anch’essa per le riprese, simile nel suo aspetto a tutti quei caffè di fine ottocento evocati dalla storia, teatro di discussioni colte e incontri, sorge proprio accanto all’imponente Palazzo dei Capitani. Venne inaugurato la sera del 18 maggio 1907 quando, l’industriale dei liquori Silvio Meletti, volle trasformare l’edificio acquistato all’asta nel prestigioso caffè che divenne, subito dopo, il punto di ritrovo per i personaggi più illustri dell’epoca. Un piccolo salotto, insomma, elegante e formale, con la sua facciata  rosa antico, dove risalta il portico antistante, con il soffitto raffinatamente affrescato dal pittore ascolano Giovanni Picca. Il suo interno evidenziato da grandi specchi a parete, divani rivestiti di velluto, tavoli in marmo di Carrara e gli affreschi di Pio Nardini al soffitto. Gusto e raffinatezza che rispecchiano un’atmosfera densa di storia e vestigia di mondanità.

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