CRESCERE UN AMORE

Il Dubbio / 46

di Enea Di Ianni

Abbiamo da poco vissuto, con San Valentino, la festività degli innamorati, della reciprocità di un sentimento posto a fondamento stesso della stessa vita. 

Certo è riduttivo pensare che l’amore fra persone lo si festeggi solo il 14 Febbraio; diciamo che quel giorno serve a sottolineare, più da vicino, l’importanza di tale sentimento nella quotidianità della vita, nel sostegno ai momenti di possibile debolezza ed anche a quelli di eccessiva irruenza ed esuberanza?

L’amore è la risorsa più bella di cui l’essere umano possa disporre per conquistare il mondo senza ferire e per lasciarsi conquistare senza cedere in dignità.

Sorella dell’amore è l’amicizia, anch’essa fonte di legami tra persone, colorata di affetto, di affinità e reciprocità di sentimenti. L’amore ha a che fare con l’amicizia che, spesso, è l’anticamera, una sorta di passaggio inconsapevole; qualche volta può essere, l’amicizia, ciò che resta di un amore vissuto bene, ma poi affievolitosi e spento pacatamente. L’amore è uno e una è l’amicizia, anche se tentiamo di specificarli con l’aggiunta di attributi che non li modificano nella sostanza, ma provano solo a catalogarli come tipologia. Così abbiamo l’amore materno e paterno, l’amore filiale, l’amore per il lavoro, per l’arte, per la natura, l’amore per lo sport, per gli animali, per l’ambiente. Per l’amicizia parliamo di amicizia fraterna, amicizie di lavoro, amicizie artistiche, amicizie sportive, amico degli animali, amico della natura, amico dei bisognosi.

Si è sempre scritto e detto tanto dell’amore e sull’amore, eppure oggi, più di ieri, c’è davvero bisogno d’amore, di tanto amore e affetto amicale autentici, c’è bisogno di sentimenti profondi e non fittizi, sentimenti capaci di nobilitare chi li vive e li ricerca e non come qualcosa di facciata.

Certamente la pratica dell’amore non si accorda coi termini avventura, sballo, sfrontatezza, intimidazione, possesso, violenza; è più congeniale ad altra terminologia come corteggiamento, ansia, timidezza, dolcezza, carezze, donazione di sé. Rousseau diceva che ognuno di noi, venendo al mondo, si ritrova ad avere a che fare con tre maestri: la natura, le cose, l’uomo.

E’ importante che questi tre maestri si accordino e intendano, tra loro, sul lavoro da svolgere, sui tempi, sui modi e sui fini. Considerando che la natura ha leggi sue, immodificabili, l’uomo deve tenerne conto e fondare la sua azione nel rispetto di ciò che è naturale. Sulle cose può agire solo in parte, nel senso che di fronte ad un oggetto deve fare in modo ch’esso venga usato per il bene dell’educando e della sua incolumità. Un coltello, in sé, non è né buono né cattivo. Il buono ed il cattivo dipendono dall’uso che se ne fa; è senz’altro utile per affettare cibo, diventa pericoloso se usato impropriamente perché può diventare persino arma e ferire.

Il grande lavoro educativo che l’uomo può mettere in campo per l’altro uomo è di renderlo, gradualmente, capace di autonomia, accompagnandolo nella elaborazione e maturazione di un pensiero suo, affetti suoi, principi suoi preoccupandosi che siano liberi e rispettosi della libertà altrui. Il mio piacere, il mio bene devo ricercarli senz’altro, ma sempre nel rispetto del piacere e del bene altrui. 

Il pensatore ginevrino sa che il Contratto sociale, il patto che trasforma gli individui in cittadini, membri di una società, si fonda sul principio del non fare agli altri quello che vorresti non fosse fatto a te, ovvero in un imperativo che ti chiede di rispettare gli altri come fossero “te”, gli affetti e le cose degli altri come fossero tuoi. Impegnati in questo percorso – che si chiama educazione – lo siamo tutti e, principalmente, devono esserlo la famiglia, la scuola e la società. 

Senza ricorrere a citazioni e riflessioni di peso e data la vicinanza nel calendario di San Valentino con San Remo, la casa della “canzone italiana”, mi piace fare ricorso alla musica, ai bei testi musicati, per tentare di capire quand’è che nasce un amore, se c’è un momento particolare, una situazione speciale, un ambiente attrezzato e adeguatamente  stimolante a favorire l’evento.

Quando nasce un amore non è mai troppo tardi. Scende come un bagliore da una stella che guardi e di stelle nel cuore ce ne sono miliardi.,,

Così cantava Anna Oxa.   Perché un amore nasca, bisogna anzitutto guardare, saper e voler guardare in alto, su, tra le stelle. E’ dalle stelle, dall’alto, che parte il bagliore, la scintilla, una scintilla che raggiunge il cuore, il nostro cuore, e lì, nel cuore, ci sono miliardi di altre stelle pronte a lasciarsi accendere, infiammare.

E’ bello sapere che l’amore non può venire dal basso, non può essere qualcosa di strisciante, di calpestabile, qualcosa da tenere sotto i piedi.

L’amore è luce: un bagliore e, se vuoi che si accenda, devi guardare in alto, su, lì dove alloggiano gli ideali, i sogni, le speranze che ci tengono in piedi e ci spingono a muoverci, fieri, con la schiena dritta e lo sguardo decisamente lontano dalle bassezze.

Ogni amore, quando nasce, è simile ad un bimbo, un bimbo che racchiude in germoglio tante possibilità, ma ha bisogno anche di molte cure e riguardi: …devi stargli vicino, devi dargli calore, preparargli il cammino, il terreno migliore…

L’amore, quello vero, incrocia sempre la complicità della natura, una natura prodiga, non matrigna, che sa non risparmiarsi e, al momento giusto, te la ritrovi accanto, se d’estate, con i grilli che cantano sul grano e il passero sul ramo, con la notte che odora di fieno falciato, di papaveri e fiordalisi stesi con gli occhi in su, con la luna – un poco guardona! – ferma nel cielo e le lucciole sul melo, col profumo di mare e quel soffio di Levantino che, instancabile, sa come farci dono del profumo dei capelli suoi.

Te la ritrovi alleata, la natura, soprattutto quando sei tu ad amare, quando sei tu a far dono del tuo amore l’altro da te; quando, con animo sgombro da interessi di parte, vivi i rapporti non ricercando l’utile, il tornaconto personale, ma ti attivi in vista di una vita felice insieme all’altro o agli altri.

E si scopre, così, quando davvero simili siano amore ed amicizia: …una grande armonia di tutte le cose umane e divine, insieme con la bellezza e l’affetto (Cicerone, “De amicitia).

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