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IL CALCIO NON HA PIU’ BANDIERE

Sport /44

 di Daniele Rossi

Questa breve nota di Daniele Rossi, mette il dito nella ormai larghissima piaga del Mondo del Calcio che viola sempre più la pur encomiabile iniziativa di inserire vincoli etici ai bilanci delle società. Questa idea ha fatto il “solletico” ai grossi calibri che speculano sulla popolarità e sul tifo. Mentre ci  impegniamo ad approfondire questo argomento, ci domandiamo “Cosa aspettano i presidenti di ..serie “B” ad accaparrarsi la “Formica atomica” (PLP)

Chi pensava che con la crisi dettata dalla pandemia le cifre astronomiche del calciomercato si sarebbero ridimensionate, evidentemente si sbagliava. Gli ultimi colpi hanno dimostrato che i club più facoltosi non hanno proprio limiti quando si tratta di portarsi a casa un top player. L’acquisto di Dusan Vlahovic da parte della Juventus parla chiaro: quasi settanta milioni per il cartellino e circa sette milioni di euro di ingaggio al calciatore. Davvero niente male. Stesso discorso per l’addio di Lorenzo Insigne al Napoli. Come si fa a rinunciare ai 7,75 milioni di euro offerti dal Toronto? Con buona pace di chi pensava che mai “Lorenzo Il Magnifico” si sarebbe separato dal club della sua amata città. Il giocatore era in scadenza di contratto con il Napoli e dopo un lungo tira e molla, alla fine De Laurentiis ha dovuto desistere. Anche Firenze è stata tradita dal suo campione. La Curva Fiesole con un duro comunicato ha stigmatizzato la scelta di Vlahovic di approdare alla corte degli odiati rivali bianconeri. Nel mirino della tifoseria viola è finito anche il presidente Commisso, dal quale ci si aspettava maggiore resistenza. Ma i romantici del calcio dovranno farsene una ragione, ormai  in questo mondo non esistono più bandiere. È finito il calcio di un tempo, quando le scelte di un giocatore erano condizionate maggiormente dal cuore e dall’attaccamento alla maglia. Oggi il denaro ha un peso preponderante. Colpa anche dei procuratori, che alimentano il loro business e quello dei loro assistiti. Ma è davvero così difficile resistere alla tentazione di offerte milionarie? L’ultima bandiera è stata senza dubbio Francesco Totti, che ha giurato amore eterno alla sua Roma, rifiutando in passato anche le lusinghe del Real Madrid. Del resto il suo è stato un attaccamento viscerale alla maglia e alla tifoseria. Senza nemmeno scomodare i grandi del passato, i vari Riva, Facchetti, Baresi, Maldini, personaggi di un calcio che purtroppo non c’è più. Il caso Insigne è emblematico, il fuoriclasse napoletano ha scelto un club che milita addirittura nella Major League, non di certo un campionato di primo livello. Che rischia seriamente di farlo entrare nel dimenticatoio, mettendo a rischio la sua carriera in nazionale. Il “sogno americano” è più una prerogativa di fine carriera. O meglio, così è stato fino al recente passato. Adesso qualcosa deve essere cambiato. Insigne a 31 anni è un giocatore che avrebbe avuto ancora tanto da dare al nostro campionato. Ma si sa, oggi comanda il dio denaro. Percorso inverso rispetto a quello di Insigne sembra voler fare Sebastian Giovinco. Anche lui sbarcò a Toronto nel 2015, per poi finire in Arabia Saudita. Attualmente lui è un giocatore svincolato e si allena da solo. La “Formica Atomica” ha dichiarato nelle recenti interviste che giocherebbe anche in serie B pur di tornare in Italia. Tutti questi anni all’estero infatti lo hanno fatto sparire dai radar del calcio che conta, facendogli perdere anche la maglia della nazionale. Nel suo caso, è  proprio il caso di dirlo, i soldi non sono tutto nella vita. 

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