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L’INFORMAZIONE SUL GIOCO INFANTILE PREVENZIONE PER ARRIVARE AL BENESSERE

Benessere / 47 

di Giuseppe Mazzocco

  l’informazione sul gioco è momento importante per acquisire la consapevolezza che, per il bambino, l’attività ludica è il biberon che, dopo aver fatto i primi passi, sostituisce quello del latte! …”

   Il benessere nasce dalla prevenzione che, per diventare cultura ed essere umanizzata, deve poggiare, anche, sull’informazione: un momento condiviso di conoscenza che, nel contesto della prevenzione, attesta il valore del movimento razionale per il benessere.  

   La nostra informazione chiarisce che l’attività psicomotoria, per essere veramente preventiva, e quindi portare al benessere, deve avere caratteristiche scientifiche, tecniche appropriate e didattiche calibrate, con un insegnamento specializzato per ogni età e condizione.

   Le basi scientifiche del movimento razionale sono certificate dalle facoltà e dai corsi di laurea in Scienze Motorie che, nelle università italiane, preparano gli insegnati di Educazione Fisica per le scuole di ogni ordine e grado e per le attività sportive, comunque finalizzate. Gli insegnamenti, quindi, sono dati secondo riconosciuti principi tecnici e con teorie educative che tengono conto di tutte le variabili del soggetto da educare: età, ambiente, caratteristiche psico-fisiche individuali, ecc.

   Le Scienze Motorie sono patrimonio culturale e sociale di tutti e tutti dovrebbero conoscerne i principi, le caratteristiche, i fini, i vantaggi e le contro indicazioni (ci sono anche queste!).

 Quando, autonomamente, si fa movimento per stare bene, per ricercare il benessere, bisogna farlo con scienza e coscienza: bisogna (su minime conoscenze teoriche) realizzare delle esperienze dinamiche congrue per intensità, durata e frequenza. Questo vale anche per le gestualità sportive, per prendere dallo sport quanto di più prezioso l’attività fisica possa dare e vale, particolarmente, quando al centro dei nostri interessi mettiamo il gioco, soprattutto quello della prima infanzia. In questo ambito, l’informazione è essenziale!

   Il gioco nella prima infanzia è vita: l’essenza stessa del crescere! Il bambino, sintesi di natura e di cultura, deve giocare per mantenere sempre in equilibrio il rapporto psicosomatico che lo porterà, divertendolo ed attraverso le varie età della vita, alla completezza dell’adulto.  

La tecnica è, per il gioco infantile, quello che la grammatica è per il linguaggio; il bambino prima impara a parlare e poi lo si educa al saper parlare, così come prima acquisirà l’idea motoria del passo o della corsa e, poi, lo si potrà educare al saper camminare o al saper correre

  Il gioco spontaneo della prima infanzia, man mano che si realizza lo sviluppo psicofisico, viene integrato da appropriati inserimenti tecnici che, dati con convenienti guide didattiche, portano il bambino alla pratica sportiva. Le Scienze Motorie, quindi, rappresentano un caposaldo dell’educazione scolastica generale, tanto che, da una legge tanto attesa, l’Educazione Fisica entra nella scuola primaria per “… promuovere nei giovani, fin dalla scuola primaria, l’assunzione di comportamenti e stili di vita funzionali alla crescita armoniosa, alla salute, al benessere psico-fisico e al pieno sviluppo della persona, riconoscendo l’educazione motoria quale espressione di un diritto personale e strumento di apprendimento cognitivo …”, con una apposita classe di concorso chiamata Scienze Motorie e Sportive nella Scuola Primaria. 

   E prima? Nella scuola dell’infanzia? Non è stato ancora previsto nulla, nonostante il movimento rappresenti la percentuale più alta delle espressioni vitali! Ecco, allora, come lo studio del gioco infantile deve essere portato alla conoscenza di tutti, genitori ed educatori, affinché si abbia coscienza del suo valore, nel processo di sviluppo di ogni bambino. 

   L’informazione sul gioco è, quindi, momento importante per acquisire la consapevolezza che, per il bambino, l’attività ludica è il biberon che, dopo aver fatto i primi passi, sostituisce quello del latte! Il benessere dei nostri piccoli, soprattutto quando si avvicinano all’età della scuola primaria, poggia sulla pratica del gioco e sulla conoscenza di questo fondamentale componente della psicomotricità.    

   Per questo abbiamo scritto del gioco nella scuola dell’infanzia; la nostra informazione ha voluto concorrere a creare la cultura delle Scienze Motorie, perché le stesse rappresentano le basi per il benessere.

   L’educazione della psicomotricità infantile deve restare viva e mantenere tutta la sua squisita naturalezza, anche quando la dispersiva istintività ludica si educa alla piena volontarietà, per arrivare all’automatizzazione gestuale. Per questo è giusto essere informati che le attività motorie, nel periodo della scuola dell’infanzia, devono essere calibrate, appropriate, fornite di giuste tecniche esecutive e presentate con colorata didattica.

   La tecnica è, per il gioco infantile, quello che la grammatica è per il linguaggio; il bambino prima impara a parlare e poi lo si educa al saper parlare, così come prima acquisirà l’idea motoria del passo o della corsa e, poi, lo si potrà educare al saper camminare o al saper correre. Per far apprendere una qualunque tecnica, perché la stessa sia facilmente interiorizzata, è indispensabile che sia presentata con una adeguata didattica e questa, come arte pedagogica dell’insegnamento, deve contare sull’aggiornamento culturale degli insegnanti. 

   Anche di questo dobbiamo essere informati.   

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