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I TRE ANNI GI GIOCO INFANTILE MATURANO IL DIRITTO A GODERE DELLO SPORT

Benessere / 42

I tre anni di gioco infantile maturano il diritto a godere dello sport

di Giuseppe Mazzocco

   La motricità infantile, nel periodo della scuola per l’infanzia, si educa, dalla sua forma iniziale, verso espressioni sempre più precise e dinamismi più utili. Sono preziosi i diversi contatti ambientali, lo sviluppo di nuove idee guida, la crescente maturità dell’equilibrio mente-corpo, il più concreto senso dell’equilibrio psicofisico e l’incontro con gli altri.

   La scuola materna, partendo dal rispetto per le leggi che regolano i processi auxologici della prima infanzia, deve favorire il fisiologico accrescimento, preparando un ambiente integro e sano, sviluppando un razionale programma di igiene motoria, ben inserito ed amalgamato nel contesto di altre discipline.

   Le attività motorie nella scuola per l’infanzia, nel loro vero significato, non vanno confuse con i dieci minuti di rilassante e libero svago della fase della ricreazione; non vanno realizzate sempre o quando riempire un’“ora buca” e fatte senza nessun criterio. Le raccomandazioni generali prevedono, tra l’altro, che l’ora di educazione psicomotoria non sia la prima o l’ultima (sconsigliatissimo il periodo post-pranzo, in piena digestione); che per l’attività si usi un vestiario idoneo, specialmente per i giochi di gran movimento; che gli attrezzi, quando previsti, siano congrui per realizzare i momenti di impegno motorio; che l’ambiente sia accogliente e molto ben aerato e, a seconda delle stagioni, con temperature controllate.

   Nel primo anno di scuola dell’infanzia, i giochi, di carattere essenzialmente funzionale, interpretati in maniera personale e con un solo giocatore, non hanno bisogno di specifica tecnica, in quanto il bambino continua il gioco che aveva a casa, conosce l’ambiente e si prepara a dialogare con l’altro. Quando l’aspetto funzionale incomincia a diventare intenzionale, allora la tecnica per i vari giochi e movimenti sarà essenziale nella misura in cui la stessa dovrà avere l’appoggio esplicativo ed assimilativo di una buona didattica.

   Nel primo anno, per i giochi di coordinazione e di funzionalizzazione senso-motoria, bisogna favorire i movimenti essenziali (va ricordato il “girotondo”, anche fatto con ragazzi di età superiore) e facendo in modo che all’azione segua un periodo di riposo. Per i giochi di equilibrio, bisogna dare sempre un preciso riferimento oculare, precisare una posizione di partenza ideale e concretizzare un idoneo tipo di preziosa assistenza.

   L’assistenza è l’accorta guida, la serie di espedienti per prevenire traumi ed agevolare l’esecuzione; viene fatta in maniera diretta (con il contatto) o indiretta (incoraggiando a voce), accompagnando tutte le espressioni motorie intenzionali del bambino.

   Il primo anno della scuola dell’infanzia sarà caratterizzato da giochi in parallelo, dal senso imitativo, dall’assenza della fase di correzione e dalla prima forma, giocosa, di educazione respiratoria e di funzionalizzazione della presa manuale. Si dimostrerà la più conveniente tecnica esecutiva e si lascerà il movimento alla libera interpretazione.

   Nel secondo anno si accentuerà il concetto di educazione senso-motoria; i giochi di equilibrio saranno più marcati e richiederanno maggior impegno e coscienza esecutiva; si svilupperanno i lanci con la palla ed i primi salti di ostacoli; si favoriranno i rotolamenti, per iniziare l’educazione alle cadute e per preparare le future capovolte. Il momento è prezioso per favorire il contatto con l’altro; per giustificare le forme motorie delle spinte, delle trazioni e delle opposizioni, fatte a coppie o a gruppi (va menzionata la “mosca cieca”). 

   Nel terzo anno di scuola materna, i giochi d’equilibrio, di coordinazione e di superamento di ostacoli bassi degli anni precedenti, avranno creato le premesse essenziali per preparare le prime staffette ed i primi circuiti: i veri giochi di avvio all’attività pre-sportiva ed alla socializzazione più concreta.

   A questa età, e raggiunte le mete indicate, il bambino deve entrare nelle dinamiche dello sport e farne uno stile di vita, per goderne per il resto della vita.

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