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E’ COSI’? BUON NATALE!

IL DUBBIO/ 38

E’ COSI’?…BUON NATALE! 

Buon Natale di cuore, amici lettori, e davvero con tanto, ma tanto, affetto!

Dovremmo parlare, e potremmo farlo, di tante cose. Per esempio del Natale dei poveri e di quello dei ricchi, di quello degli umili e di quello dei potenti, di quello degli sconosciuti e di quello dei famosi… Il Natale delle metropoli e quello delle periferie, dei paesini più sperduti e minuti, quello di chi spera e quello di chi è disperato. 

Servirebbe a qualcosa? Forse, ma non ne sono certo. 

Chi è ricco pensa di poterlo essere ancor di più, chi è povero sogna di esserlo un po’ di meno, magari avendo almeno di che vivere. 

Gli umili sognano d’essere visti, notati, “guardati”, qualche volta, dai potenti di turno e questi, invece, sperano tanto di non incrociare gli umili perché gli è davvero di peso – soprattutto se non c’è la presenza di telecamere e cronisti – quella perdita di tempo e il doversi fingere disponibili. 

Gli pesa dover sciorinare la sequenza, falsa, di “vedremo… cercheremo… sicuramente faremo…” Gli sconosciuti non chiedono i bagliori del palcoscenico, gli basterebbe essere solo un tantino rischiarati dalla scia luminosa che travolge i famosi precedendoli e poi seguendoli fino a togliergli la visione degli altri. 

Così, nel trascorrere degli anni e nel susseguirsi di mode, anche i “desiderata” dei mortali sono andati modificandosi. 

Il sogno della Cinquecento, della Vespa, delle “Millelire al mese” non hanno riscontro nel mondo d’oggi. Erano, allora, l’espressione di chi sognava l’amore, la famiglia, la casetta. Sogni comuni a tanti e che davano un senso al vivere quotidiano. L’emulazione già c’era, perché c’è sempre stata come naturale spinta degli esseri umani ad ambire, desiderare, ricercare. Poi i confini tra un luogo e l’altro si sono annullati. 

L’invasione delle immagini, la velocità con la quale le stesse raggiungevano luoghi tra loro distantissimi ha fatto sì che perdessero di senso il “prima” e il “dopo” fondendosi nel concetto di contemporaneità e simultaneità. 

Il fatto che accade, proprio mentre accade, si fa anche notizia e raggiunge simultaneamente tutti, come fatto e come notizia. Tutto questo senz’altro è bello e ha apportato tanti vantaggi e in più settori. Ci ha, però, privato del grande valore creativo dell’immaginazione e dell’aspettativa. 

Curiosità e ansia, quella buona che non richiede ansiolitici, sono andati riducendosi. Insieme ad esse va scomparendo anche la “pazienza”, il gusto dell’attesa. Lo noto al Ristorante, alla fermata dell’autobus, agli sportelli bancari e delle Poste. Al Ristorante ci crea disagio l’attesa tra la commessa e l’arrivo, sul tavolo, del piatto richiesto. Bonariamente io lo attribuisco alla fame, all’intensità dell’appetito. Ma non è così. 

In Banca e alle Poste non ci infastidisce tanto il fatto che noi possiamo essere terzi rispetto ad un primo e ad un secondo. No, ci infastidisce la “lungaggine” delle operazioni di quelli che ci precedono. Diciamo la verità: siamo diventati insofferenti proprio perché scarsi di curiosità e creatività, non abbiamo la giusta pazienza di sapere e voler guardarci “attorno”. Così ci sfuggono gli ambienti, le persone, le cose belle o inutili che ci circondano. 

Alla Banca, alle Poste, al Ristorante, alla Fermata dell’autobus c’è sempre tanta varia umanità che dovrebbe incuriosirci e spingerci ad osservarla con attenzione e interesse. Quando riusciamo a farlo, a perderci in un’osservazione senza fretta, il tempo vola e l’umanità che ci circonda diventa un patrimonio di vitalità, di linguaggi vocali e mimici, di stili comportamentali che riescono ad avere sul serio un senso e un’attrattiva: cessano di essere “concorrenti” e si fanno “con-viventi”. 

Noi stessi, divenendo termine di confronto, ne usciamo migliorati nella misura in cui siamo capaci di correggerci nei modi, nel non dire e non fare ciò che riteniamo errato e sgradevole negli altri. 

Ecco, credo di sapere cosa mi piacerebbe ci portasse questo Natale e non tanto come “doni” ma, piuttosto, come “certezze”, risposte alle quali poterci affidare per non perdere, davvero, fiducia nei confronti della “verità”.

– Il filosofo Giorgio Agamben, prendendo, in Senato, posizione in merito al tema del Green Pass,  ha rilevato che quest’ultimo non è “un mezzo”, ma “un fine,” e cioè che si stia  usando la vaccinazione per arrivare al Green Pass, al “dispositivo che permette di controllare e tracciare i movimenti dei vaccinati “. E’ così? 

  Un Pubblico Ministero della Procura di Benevento, rimettendo la richiesta di archiviazione di una denuncia di stupro, presentata da una donna nei confronti del marito, l’ha così motivata: a volte l’uomo devevincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende a esercitare quando un marito tenta un approccio sessuale”. 

E’ così? 

– La Onlus “Hansel e Gretel” di Moncalieri (TO), coinvolta nell’inchiesta sul business degli affidamenti dei bambini a Bibbiano, minori tolti alle famiglie non proprio senza dolo, ma, piuttosto, per darli in affido, dovrà restituire quei bimbi ai loro naturali genitori. 

E’ così? 

LETTERA A GESU’ BAMBINO  1° classificata

Cardone Annachiara, classe 2° A, Scuola Primaria “Radice”  SULMONA  Ins. Borrone Emanuela

“Cari genitori io la lettera a Gesù Bambino devo farla da sola, non devo copiarla al telefonino…

Caro Gesù Bambino,

Tu sei nato da Maria e Giuseppe è molto contento e l’Angelo vi guarda dal Cielo e tutti sono felici.

Caro Bambin Gesù vorrei avere diciotto anni per andare sulla Luna per fare l’Astronauta.

Sulla Luna metterò la Bandiera italiana e farò una magia: farò scomparire i cattivi.

La Luna mi piace perché è bella.

Il mio desiderio è fare l’astronauta. Ma, se ti fa piacere, puoi venire anche Tu.

Ciao Bambin Gesù!”

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